scritto da il 16 dicembre 2008 alle 15:15

Non prendiamolo nel Didie(t)r + un po’ di storia

Titolo politically s-correct, per commentare le ultime evoluzioni della vicenda Adriano.
Giulio Mola, solitamente affidabile quanto Gresko terzino, ha ricostruito in maniera stranamente verosimile la storia dell’ultimo “caso Adriano”, sperando che non diventi pure questo il “penultimo”.

Se dunque sarà Chelsea, spero che in cambio arrivino solo soldi, lasciando lì Drogba per le seguenti ragioni:
1) 20 milioncini non sarebbero male, se messi da parte per fare da “base” per un investimento serio a giugno, o per Aguero o per qualcun altro
2) non siamo senza “prime punte”: c’è Cruz, c’è Crespo (da inserire in lista Champions al posto di Adriano), spesso in quel ruolo gioca persino Ibra
3) c’è soprattutto Mario Balotelli, da far giocare con maggior continuità nel ruolo dove rende di più
4) a giugno dovrebbe rientrare dal prestito un altro giovane attaccante, tale Robert Acquafresca, che oltre a non avere acciacchi ha un po’ di esperienza nella serie A, quindi arriverebbe tuttosommato “pronto”.
5) tanto in Champions Drogba non sarebbe utilizzabile, se non dall’anno prossimo.

Per la rubrica “un minuto di storia”, andiamo all’anno 1899, e ne riportiamo gli avvenimenti degni di nota:

- 01/01 – fine del dominio spagnolo su Cuba
- 15/01 – manifestazione irridentista a Trieste
- 16/01 – pace in Etiopia tra ras Mangascià e ras Maconnen, stranamente assente ras Donato; in Italia vengono impiegate per la prima volta le Linotype
- 17/01 – gli Usa prendono possesso dell’isola di Wake nel Pacifico
- 01/02 – cessa il mandato politico dei deputati socialisti L.De Andreis e F.Turati, condannati per i moti del pane dell’anno prima; Bettino doveva ancora nascere…
- 07/02 – Inaugurazione della ferrovia elettrica Milano – Monza
- 03/03 – G.Marconi dimostra a Londra che è possibile proiettare un fascio di onde elettromagnetiche
- 04/03 – Approvata alla camera la legge che punisce lo sciopero degli addetti ai pubblici servizi e limita la libertà di riunione, di associazione e di stampa.
- 07/03 - mancano solo 9 anni alla nascita della gloriosa società calcistica Internazionale F.C., unica squadra mai retrocessa in serie B nel campionato Italiano.
- 12/03 -  Crisi di governo per la questione riguardante l’occupazione della baia di Sanmun, in Cina.
- 26/03 – Rieletti nelle elezioni suppletive gli ex deputati De Andreis e Turati; il saggio di Lev Tolstoj, Che cos’è l’Arte? è al centro di vivace polemiche fra artisti e letterati italiani.
- 11/04 – Re Umberto I comincia una lunga visita in Sardegna
- 16/04 -  Viene celebrato solennemente il 21° anniversario dell’ascesa al soglio di Leone XIII - papa schedina.
- 14/05 – Costituzione del secondo ministero L. Pelloux (fino al 24 giugno 1900)
- 16/05 – Inaugurata a Como l’Esposizione Voltiana
- 18/05 - Si apre la prima conferenza internazionale della pace dell’Aja
- 25/05 - Alla Camera dei deputati della Sinistra applicano per la prima volta l’ostruzionismo.
- 03/06 – Annullata dalla corte suprema francese la sentenza contro Alfred Dreyfus e chiesto un nuovo processo.
- 12/06 – parte la nave Stella Polare con la spedizione al Polo Nord di Luigi Amedeo di Savoia.
- 30/06 – Si svolge alla Camera una seduta molto tumultuosa: violente colluttazioni fra i deputati.
- 08/07 -  Un incendio distrugge quasi completamente L’Esposizione voltiana a Como.
- 11/07 – Nasce a Torino la FIAT, che più tardi gli Agnelli fregheranno ai fondatori inaugurando una discreta tradizione di furti, sportivi e non.
- 14/08 – Il governo italiano rinuncia all’occupazione della baia di San-Mun in Cina.
- 20/08 – Inaugurazione a Como del primo congresso nazionale dell’educazione femminile. Tema: “non darla: per quanto tempo si può tirare la corda?”
- 09/09 – Il secondo processo Dreyfus si conclude con la riduzione della pena a 10 anni di detenzione semplice.
- 19/09 – Il presidente francese Loubet concede la grazia a Dreyfus.
- 12/10 – Scoppia la guerra anglo-boera.
- 29/11 – Viene fondato il Futbol Club Barcelona
- 02/12 - I rappresentanti italiani ed elvetici firmano a Berna il trattato per il congiungimento delle ferrovie italiane e svizzere attraverso la galleria del Sempione, i cui lavori di scavo sono cominciati già da un anno.
- 9 dicembre – 15 dicembre – In Sudafrica le truppe britanniche subiscono una serie di dure sconfitte a Stormberg, a Magersfontein e a Colenso.
- 16/12 – un gruppo di ubriaconi si riunisce in una fiaschetteria per giocare a Criquet e Futboll.
- 31/12 – Finisce l’anno con la concessione in Italia di una grande amnistia per tutti i reati politici. Nessun’amnistia per gli ubriaconi di cui sopra, quindi.

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scritto da il 15 dicembre 2008 alle 15:04

Per lo scudetto dipende tutto da noi

Tutto dipende da noi. La vera anti-Inter non esiste, se non in quella mezz’ora cumulata di rilassamento generale che abbiamo avuto ieri. Perché i giornali italiani sono veramente incredibili. Ibrahimovic segna il gol del 3-2 al 78° minuto, dopo un dominio totale e un assedio incredibile che ha letteralmente sbriciolato il pur ottimo Chievo e per la Gazzetta dello Sport segna nei minuti finali e toglie dai guai l’Inter.

Nessuna parola sui piagnoni che rubano al 91° la vittoria interna contro il Cagliari, dopo che il pareggio di Perrotta è avvenuto su fuorigioco. Pazienza. Ancora più ridicoli sull’Ibra-indipendentismo (una corrente scismatica del nostro Ibraismo, religione alla quale siamo devoti) personaggi come Cerruti, sempre della Gazzetta.

Te lo posso dire Cerruti? Scrivi delle cazzate immani. Dai l’idea di non seguire la partita, fai notare che non hai visto le ripetute triangolazioni sulla fascia che hanno portato l’Inter ad abbattere il Chievo, per non dire della bellezza cristallina del gol di Deki, che se l’avesse fatto Ronaldinho, là in Gazzetta avreste ordinato lo Champagne.

L’anti-Inter non può essere la Juve. Non in modo credibile, la squadra di Ranieri è pratica, ma ieri ha giocato contro una difesa talmente burrosa, che se la metti a giocare ad Aprile si squaglia all’uscita dallo spogliatoio. La Juventus ha tirato in porta sei volte: miracolo di Abbiati, palo di Del Piero e 4 gol, tre dei quali realizzati dopo l’esecuzione del noto schema difensivo milanista “prego, si accomodi signora“.

la capolista se ne va

Nelle analisi del giorno dopo (che sono quelle che leggo, in quanto non ho l’abitudine di sciropparmi i vari dopo-campo, nonostante la presenza – per la prima volta in due anni – di giocatori dell’Inter) manca sempre una considerazione fattuale. La Juventus ha già giocato contro l’Inter ed è sembrata una sfida tra due squadre di categoria differente, come un Udinese-Barcellona di Champions, per dirla tutta. Stesso campionato, ma una spanna di differenza in campo.

Amauri, che con il Milan ha giganteggiato nemmeno fosse Kevin Garnett sotto le plance, contro l’Inter avrà spizzato al massimo due palloni, per il resto si sa che è tornato a Torino con il poster omaggio di Samuel sotto braccio. E vogliamo parlare di Alex Del Piero? L’unica sua azione degna di nota a San Siro è arrivata al minuto 84, colpo di testa da calcio d’angolo, dopo una partita intera passata ad osservare l’ombra serpeggiante di Ivan Ramiro. E cosa vogliamo dire di Marchisio? Contro l’Inter subentrò al minuto secondo a tale Tiago Mendes, portoghese raffinato, nel senso che sembra si sia fatto di petrolio. Marchisio ieri sembrava Matthaeus. Contro l’Inter ha dovuto cambiare le mutande tre volte, dato che Stankovic e Cambiasso non lo facevano respirare. Per non dire del fatto che persino una damigiana ambulante come Adriano è riuscito nell’impresa di far implodere la premiata ditta Le Grottaglie – Chiellini.

Insomma, a ciascuno il suo. La Juventus ieri è apparsa molto brillante, ma con Camoranesi e Le Grottaglie in campo, contro di noi è stata spazzata via, sia sul piano del gioco, sia sul piano atletico. E non si può far finta che questa partita non sia mai stata giocata.

Il grosso problema è che al Milan sono ancora convinti che basti citare due nomi famosi per vincere. D’altronde hanno preso Beckham per questo, perché sono ancora convinti che Kaladze e Janku (lo chiamano affettuosamente così, fino a quando non decideranno di chiamarlo direttamente Vaffanku) siano due giocatori di calcio, invece che due cabarettisti in trasferta. Della partita di ieri mi sono rimaste impresse svariate cose, a parte le vaccate di Bergomi. Una è sicuramente la prestazione di Pato.

Vogliamo ricordare – santissima madre di Milanello – che Pato è costato 22 milioni di euro? E vogliamo parlare di Gilardino che segna gol a raffica? E vogliamo dire che ci siamo stancati di sentir chiamare “bel gioco” il calcio assonado di Ancelotti, che consiste nel tenere palla a due all’ora, far finta di dominare l’avversario e non muoversi in difesa?

Bah… tornando a noi, io dico che queste ultime partite del girone d’andata sono le più difficili. Ed è meglio avere un’avversaria relativamente vicina, in modo da tenerci svegli e reattivi. Un grosso problema, piuttosto, è quello di non avere cambi adeguati, soprattutto davanti. Fossi nella società svenderei la damigiana brasileira al Milan (se lo comprano convinti di realizzare un affare, tanto c’è mamma astronave madre che copre le ubriacature), mi libererei di un difensore, di Dacourt, di Hernan Piedi di Piuma Crespo e comprerei una punta e un centrocampista di ferro alla Muntari.

Kakà: “Non ho l’ernia inguinale, ma solo un’infiammazione“. Giusto. Ma dato che senti dolore, ciccio, prova ogni tanto a cambiare postura sulla croce, che non ti fa male, dai…

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scritto da il 14 dicembre 2008 alle 16:57

Inter-Chievo

MOURINHO!

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scritto da il 13 dicembre 2008 alle 14:27

Inter-Chievo prepartita

Domani si affronta il Chievo, ma oggi in conferenza stampa Mourinho ha affrontato anche altri argomenti.

Liquidata la brutta gara con il Werder con spiegazioni che si possono condividere solo in parte (“squadra con qualche cambio“, verissimo, ma i cambi li ha decisi lui, se si voleva vincere la cosa non è molto chiara…), il nostro allenatore vorrebbe affrontare il Manchester per il fascino della sfida, mentre ha mostrato tuttosommato indifferenza alle altre possibilità sottolineando che sarà comunque una sfortuna per una prima classificata incontrare Inter, Real o Arsenal.

Dopo lo scoop di ieri della Gazzetta su Adriano (e Nicola Cecere ieri ad Antenna 3 e Telelombardia aveva confermato la veridicità della notizia, spiegando che volutamente avevano usato toni soft per non infierire sulla vicenda umana ed ha apprezzato il comunicato altrettanto soft di replica dell’Inter), era inevitabile che si parlasse di questo, e delle parole di Sinisa Mihajlovic di ieri.
Mourinho ha risposto così: “Sinisa parla piu’ dell’Inter che Baresi che e’ l’allenatore in seconda attuale. sembra che Sinisa sia ancora qua e non Baresi, ma non e’ cosi. Io sono qui da 6 mesi e conosco un po la storia. Ho capito che dal punto di vista umano e’ un club eccezionale. Adriano merita una seconda possibilta, se ha sbagliato negli altri anni con Roberto non vedo perche questo club non possa dargli un’altra chance, perchè qualche anno fa questo club ha dato la possiblità, ad uno che ha sputato in faccia ad un avversario, di allenare qua, perchè non la si può dare ad Adriano?”

Ecco, io penso tre cose: 
1) Sinisa ha sbagliato non su Adriano ma sulla stampa: chi trattava la vicenda-Adriano con obiettività gli anni scorsi lo fa anche adesso, quelli che cercano il “caso” per romperci le palle lo fanno tuttora; inoltre decisamente poco elegante su Mourinho, in parole povere: se la poteva risparmiare.
2) Mourinho era inevitabile che rispondesse a tono, era logicamente un suo diritto, però non è stato elegante neppure lui a paragonare un singolo gesto (molto grave) di Sinisa di 4-5 anni prima del suo approdo all’Inter, tra l’altro chiarito anche col diretto interessato (Vieira), con il comportamento recidivo di Adriano, che fa queste cagate da tre anni almeno; Mihajlovic all’Inter ha dato TUTTO, in campo ed in panca, per quello e solo per quello è stato giusto che fosse il vice allenatore dell’Inter.
3) Mo’ basta, nel senso di basta alla polemica, e basta ad Adriano all’Inter, come già detto abbondantemente nel post di ieri.

Tra i convocati mancano Quaresma e Mancini, e se per il secondo non credo si stupisca nessuno pare strana la bocciatura del portoghese, forse il migliore in campo nella partitaccia di mercoledì; però può servirgli da stimolo per fare ancora di più, esattamente come è stato detto per Balotelli in passato…
Sarà rombo, quindi, e a questo punto si accettano scommesse sulla scelta tra Mario ed Hernan, che Ibra dovrebbe esserci comunque.
Sulla nostra avversaria, per il tecnico non è la più scarsa, e comunque ha ricordato che pure il Lecce ci ha fatto sudare…

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scritto da il 12 dicembre 2008 alle 10:53

Mo’ hai davvero rotto – post a 4 mani

1.

Querido Adriano Leite Ribeiro (querido ‘sta fava),

ti comunico che hai rotto. Ti comunico che il sogno dickensiano delle Great Expectations pachidermiche è finito. Appena ti diamo un poco di credito, ci deludi. È tutto quello che ho da dirti, sei un peso per questa Inter. Letteralmente.

Senza rancore. Ora te ne puoi andare.

2.

Caro Massimo,

ora lo puoi vendere. Ho pensato che volessimo fare cassa, facendolo giocare a tutti i costi ed ero d’accordo, fino a un certo punto. Business is business, cumenda docet.  Ma onestamente, con tutti i soldi inutili spesi in questi anni puoi permetterti un ultimo sforzo. E se l’ultimo sforzo è rinunciare a fare cassa con questo aborto di professionista, ben venga. È tutto quello che ho da dirti. È ora di tirare fuori le palle da cumenda a nome nostro.

Adriano si definisce sunk cost,
irrecuperabile: da spesare subito,
perchè non ha alcuna utilità pluriennale

adriano

Grazie.

P.S.

Avevo pensato al licenziamento per giusta causa, ma l’illuminante Sarasa dice:

1) la giusta causa è difficilmente applicabile pure nella giustizia ordinaria
2) comunque c’è la clausola compromissoria, il che significa che prima di portare il culone di Adriano davanti ad un giudice, la società dovrebbe chiedere il permesso della FIGC e poi si andrebbe per i tempi biblici della giustizia ordinaria, quindi non sarebbe cedibile prima del 2012, quando il contratto sarebbe bello che scaduto…
scritto da il 11 dicembre 2008 alle 18:09

Juventus-Milan, il derby dei veri cugini

Da quando il Milan è stato eliminato dalla Champions Galliani ha l’ossessione di occupare i titoli del mercoledì. Ieri, puntuale come un orologio senderosiano, Pellegatti ha fatto un’intervista a Shevchenko per Milan Channel, incentrata principalmente su Juve-Milan di domenica prossima.

Il succo del discorso di Sheva non poteva essere altrimenti, e riprende quello ossessivo di Galliani e Berlusconi nella settimana del derby d’Italia dominato dall’Inter: “Juve-Milan è la partita più importante e il vero derby d’Italia”. Inutile replicare a questa sciocchezza. I calciatori italiani si muovono a telecomando e mancano in senso pieno di quella minima cultura generale che dovrebbe consigliargli il silenzio, ogni tanto, per non evidenziare la manifesta stupidità.

La storia del calcio italiano non può essere sovvertita da questa ondata barbara di parvenu pallonari, saliti agli altari della cronaca penale in ogni scandalo che si rispetti (da Lentini a Meani, c’è sempre un file rouge et noir), il calcio italiano aveva 90 anni prima che Berlusconi acquistasse il Milan e in quei 90 anni la tradizione ha scritto pagine di leggenda indimenticabili.

tangashenckoDiverso è il discorso sulle tifoserie: tra Milan e Juventus è in atto un mutuo soccorso, accentuato dagli esiti della vicenda Calciopoli. Gli juventini non ci hanno messo molto ad amare i veri cugini milanisti, nonostante fosse evidente che il Milan non avesse pagato quanto doveva (ricordate quella famosa intervista fantasma di Moggi al Qn, immediatamente rimangiata?). In ogni caso ha ragione il nostro commentatore Sergio: Milan-Juventus negli ultimi 15 anni è sembrata di più un’amichevole nella quale il risultato è stato deciso a seconda delle convenienze del momento. Certo, è impossibile dimenticare l’arbitraggio di Tiziano Pieri a Torino. Ma nessuno di noi dimentica che ogni volta che l’Inter lottava per lo scudetto contro la Juventus, il Milan tranquillamente perdeva coi bianconeri.

Perché è lo stesso Pellegatti, forse per scaldare l’avvilito ambiente rossonero, a ricordarci costantemente che ogni volta che il Milan ha vinto a Torino poi ha vinto lo scudetto. Ma quante di queste volte ha lottato contro la Juventus per il tricolore? E cosa è successo quando il Milan non si giocava lo scudetto e se lo giocava l’Inter?

1996/97: Juventus-MIlan 0-0 (6-1 a Milano)
1997/98: Juventus-Milan 4-1 (1-1 a Milano)
2001/02: Juventus-Milan 1-0 (1-1 a Milano)
2002/03 Juventus-Milan 2-1 (vince il Milan 2-1 a Milano, quando la Juve è in calo e il Milan può arrivare secondo, finirà terzo)
2007/08: Juventus-Milan 3-2 (0-0 a Milano)

Un classico. Ogni volta che l’Inter lotta per lo scudetto contro la Juventus (e la Roma) e il Milan è tagliato fuori dalla lotta, ci sono sempre 3 punti regalati.Ma cosa è successo quando l’Inter e il Milan non lottavano per lo scudetto e la Juventus al contrario si?

2000/01: Juventus-Milan 3-0 (andata a Milano 2-2)
1999/00: Juventus-Milan 3-1 (al ritorno crollo della Juve che subisce la rimonta laziale: 2-0 Milan)
1994/95: Juventus-Milan 2-0 (andata 0-2 per la Juventus, agli albori del Patto Galliani-Giraudo)

E cosa è capitato, quando al contrario era il Milan a giocarsi lo scudetto, mentre la Juventus era tagliata fuori?

1998/99: Milan-Juventus 2-0 (1-1)
2003/04: Milan-Juventus 3-1 (andata 1-1)

Insomma: c’è una straordinaria costante. Ogni volta che la Juventus lotta per lo scudetto e il Milan è tagliato fuori, la Juventus si becca 4 dei 6 punti disponibili, come minimo, con una sola eccezione nel 2000 (peraltro la Juventus si prende metà della posta, mai concede di più). I risultati e l’andamento si invertono se a lottare è il Milan e non la Juventus. Strane coincidenze, vero?

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scritto da il 10 dicembre 2008 alle 15:01

Dieci cose sull’Inter e sulla Champions

1. Il Milan vinse la Champions giocando male un girone semplice come il nostro, poi vinse. Possibili coincidenze? Meno di zero. Il Milan, come capita spesso al Liverpool, era una squadra concentrata su quell’unico obbiettivo. Troppo facile giocare la Champions quando in campionato sei a 20 punti dalla prima. E’ auspicabile che l’Inter a fine febbraio sia ancora in testa al campionato.

2. Roberto Mancini disse che preferiva incontrare una squadra forte come il Liverpool, perché dà più stimoli. Mourinho ha quasi ripetuto lo stesso concetto e lo si legge nei forum, con la non nascosta speranza che l’Inter di Febbraio sia l’Inter del campionato. Sarà: ma io preferisco giocarmi gli scontri a eliminazione diretta con squadre più deboli.

3. Ma c’è il caso Villarreal! In quel caso eravamo già convinti di giocarci la semifinale contro l’Arsenal. Forse. Ma quella era un’altra Inter. Diverso il discorso di Valencia, nel quale ha pesato la scarsa propensione offensiva. Errore ripetuto col Liverpool, anche se per segnare hanno dovuto superarci senza la difesa titolare (e Samuel era già rotto). Se abbiamo fortuna, con la nostra difesa abbiamo l’obbligo di giocarcela sempre.

4. Quella di ieri era quasi un’amichevole, il Werder tentava di salvare la stagione. Cambiasso, Zanetti e Maicon sembravano anestetizzati. Una cosa è sicura: la squadra rende meglio quando ha la sicurezza di sapersi difendere, quando tiene il centrocampo e riparte rapidamente. Ma ieri le considerazioni tecniche sono state superate dalla poca applicazione.

5. Non è detto che qualificarsi secondi non convenga. Anche se il vero cambiamento che dovrà operare Mourinho è nell’approccio offensivo in trasferta. La Champions si differenza dal campionato per un motivo molto semplice: vince chi segna più gol, quindi è inutile difendersi e basta, perché a certi livelli un semplice errore si paga clamorosamente.

6. Per quanto riguarda il sorteggio possiamo desiderare le sfide più affascinanti del mondo. Ma se ci tocca il Manchester Utd il nostro sogno di vincere in Europa scema paurosamente, a meno che non cambi quella filosofia di cui sopra. In ogni caso il successo passa da grandi partite come quelle. La cosa più avvilente è andare in trasferta e non giocarsela.

7. La Gazzetta dello Sport fa schifo. Non compratela.

8. Io preferisco sempre il campionato, almeno per quest’anno. Raggiungeremo gli odiati cugini, che non meritano di avere un solo fregio in più di noi. E metteremo il silenziatore a tutti quelli che ci odiano perché eravamo fuori dal sistema della spartizione.

9. Capitolo Bidoni: Quaresma non è stato malvagio ieri. Il problema è che ancora non è inserito nel meccanismo giusto e penso anche che non sia in sintonia con lo spogliatoio, comandato da gente che ha la cultura dell’impegno e del sacrificio. Tuttavia, modulo con le ali a parte, sono giocatori come questi che possono sparigliare le carte in partite tirate come quelle ad eliminazione diretta. Amantino Mancini è un mezzo equivoco: Mourinho l’ha preso perché è un’ala. Ma se ci fosse stato Mancini Roberto, Amantino non avrebbe certo giocato esterno. Il suo utilizzo migliore è quello dato da Spalletti: trequartista che parte largo a sinistra e si accentra. Solo che non ha il dinamismo di Stankovic. Adriano non è Ibra. Non sa far salire la squadra adeguatamente e mostra evidenti limiti fisici. Se proprio dobbiamo muoverci sul calciomercato, meglio per una punta.

11. La Juventus vuole Diego. Mesut Oezil comunque è un bel giocatorino, basta che non diventi l’erede di Emre, che da giovane faceva cose molto simili alle sue.

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scritto da il 10 dicembre 2008 alle 0:13

Un lampo nel buio

Non vi parlerò della partita di questa sera. Sarebbe troppo facile criticare la formazione messa in campo nel primo tempo. Ancora più facile sarebbe contestare la scelta di mandare in campo Balou per Muntari invece che al posto dell’evanescente ManSini, ché in fondo lo sapevamo tutti che quello sarebbe stato il cambio deciso dal Mou.

Invece questa sera voglio parlarvi del Bidonde d’oro. Di quel Ricardo Quaresma che ha brillato, solitario, nel disastro di ManSini e Adriano (che riesce a svalutarsi sia che stia a casa “malato” sia che sia in campo facendo ammalare noi).

Troppo avventatamente hanno parlato i suoi detrattori che presto, credo fermamente, dovranno rimangiarsi tutta la loro torta di fango con l’aggiunta, come interessi, di un bel gesto dell’ombrello del Presidente e di un tanga di Shevchenko come contorno.
Questa sera Ricardo ci ha fatto vedere un lampo della sua classe.

In netto recupero si è dimostrato veloce, attento e capace di saltare l’uomo (o più d’uno) in quasi tutte le situazioni. Anche quando non ci è riuscito non ha mai ceduto il campo, guadagnando punizioni importanti. Lentamente sta aggiustando la mira passando dal centrare la X della Playstation alla K della Heineken (Cit. del Barista +1 che stava seduto accanto a me mentre buttavo giù il secondo boccale di Devil’s Kiss, altra panacea per superare questa sera incolume). Presto la buterà nel 7(7).

Abbiamo visto solo un bagliore di quello che è capace di fare e quando sarà in piena forma saranno in tanti a masticare amaro. Per loro possiamo iniziare a intagliare il cucchiaio di legno.

Migliore in campo. Una luce brillante in mezzo al buio.

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scritto da il 9 dicembre 2008 alle 11:31

Rassegnati (mezzo) Stampa del 09-12-2008

Per la Gazza esiste uno “stile Baptista”, ma la vera chicca è of course l’antennista.
La nostra partita fila in secondo piano, dinnanzi a tale sguup.
Sotto al titolo “sopra la panca” (colonna di sinistra) ci si domanda se l’inter sia raggiungibile.
Lo domandano le capre?

Meno emozioni sulla prima del Crosport, però se “l’Italia vota Juve” stavolta denuncio brogli pure io.
In evidenza: “cresce l’attesa: verso l’esaurito!” (sarebbe più veritiero togliere i due punti: cresce l’attesa verso l’esaurito. Ranieri.)

Il Ruttosport ci dedica un Diego che sembra già protestare. Sembra quasi dire “guidorossitronchettiproveratelecompalazzingiustiziamihannouggisol’anima”.
Non chiedete come lo so, ho letto il labiale.

Buona giornata!

Ps: Palinsesto per chi aveva la champions nel DNA, su suggerimento di MissGreen:

Rai 1
20:30 AFFARI TUOI
21:10 CINDERELLA MAN

Rai 2
20:30 TG 2 20.30
21:05 PRIVATE PRACTICE

Rai 3
20:35 UN POSTO AL SOLE
21:10 BALLARÒ

Canale 5
20:31 STRISCIA LA NOTIZIA – LA VOCE DELLA SUPPLENZA
21:10 L’AMORE E’ ETERNO

Italia 1
20:30 LA RUOTA DELLA FORTUNA
21:10 IL RE SCORPIONE – 1

Rete 4
20:20 WALKER TEXAS RANGER — L’ ANGELO DEL QUARTIERE
21:10 DUE NEL MIRINO – 1 TEMPO

La 7
20:30 OTTO E MEZZO
21:10 IMPERO – il consiglio di BausciaCafé

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scritto da il 8 dicembre 2008 alle 17:16

Sosteniamo i nostri giocatori. Tutti.

Orlandoni1E’ un caso fortuito che fa sì nasca tutto questo. E’ una storia assolutamente casuale come tante. E da ciò noi traiamo spunto per riaffermare un concetto a noi molto caro nell’intendere il tifo, nello svolgere appieno il nostro ruolo di sostenitori. Sostenitori accesi, caldi ed anche interpretati, a volte, come estremi. E’ un elogio della passione quello che noi andiamo a raccontare; un episodio, ma significativo, di quello che è il nostro vivere, seguire e sostenere in toto la nostra squadra del cuore.

Nasce su Facebook, quasi per gioco, un gruppo così intitolato: “SOSTENIAMO PAOLO ORLANDONI – PORTIERE INTER – QUELLO CHE NON PRENDE MAI GOL”.
Ecco allora dal nulla centinaia di sostenitori, uomini e donne, gente di curva e soprattutto gente qualunque, che esprimono simpatia e sincera gratitudine a questo nostro portiere troppo spesso dimenticato.

Orlandoni2La proposta dunque. Anzi, più che altro il nostro voler riconoscere merito a chiunque indossi con impegno e serietà la nostra amata maglia nerazzurra. Dal primo all’ultimo.
Orlandoni in Champions League.
Senza voler mettere in difficoltà Paolo, quasi vittima di questo slancio inaspettato. E tantomeno senza voler nulla togliere ai nostri indiscutibili numeri uno: Julio Cesar e Francesco.
Infatti vorremmo che questo nostro gesto venisse interpretato dallo spogliatoio tutto, come un gesto di stima e simpatia verso chiunque militi in quest’Inter. Perchè, al di là di chi scende in campo, sappiamo benissimo che le vittorie nascono grazie al gruppo (e Francesco Toldo ne è indiscutibile esempio), grazie a tutto il lavoro che c’è dietro e che si sviluppa attraverso gli allenamenti e grazie al trovare ed innescare equilibri giorno per giorno.
Quindi, da chi ha la ribalta, a chi invece gode di minori clamori, sappiate che noi ci saremo sempre.

Orlandoni3Con questo non vogliamo certo condizionare le decisioni di Mister Mourinho, che sosteniamo in maniera incondizionata, che tanto bene sta lavorando e col quale ci toglieremo parecchi sfizi. Lo chiariamo prima che questa possa apparire come una intromissione in delle decisioni che non ci spettano.

Ma questo è appunto un gesto d’affetto, non è una richiesta, piuttosto una dichiarazione di stima e di sostegno verso tutti i nostri giocatori a 360°.
E quindi proviamo a chiederci -e che anche all’interno dello spogliatoio ci si chieda-: a Brema in porta Orlandoni…Perchè no??
Anche questo è il bello del tifo. Provare a sognare.

Postilla. Ringraziamo Mourinho per la stima e la considerazione, ma preferiremmo che questa la meritasse e si estendesse presto anche al resto dello stadio. Perchè l’obiettivo è comune e tutti dovremmo andare a San Siro portando colore e sostegno, remando insieme verso la medesima meta.

[Curva Nord Milano 1969]

Link: il gruppo su facebook.

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