Una giornata alla scuola inglese

Noi italiani, si sa, siamo esterofili.
Noi Interisti se possibile anche di più, ce lo prescrive l’atto costitutivo di essere amici del mondo, e facciamo di tutto per adeguarci.

Sono un po’ di anni che resisto a questa mia doppia appartenenza (Interista ed italiano – anche se a dire il vero mi sento più europeo) quando sento continuamente lodi sperticate del “calcio inglese“, del “modello inglese” nella gestione del business calcistico e della sicurezza degli stadi, del “fair play all’inglese” (da quando un italianissimo coglione ha stoppato una palla in area per sembrare meno bestia agli occhi di chi lo fischiava da anni), del “bel gioco all’inglese“…

Ieri mi sono stufato di fare il bastian contrario a prescindere, e ho deciso di passare una giornata alla Scuola Inglese.
Non per capire tutto, sia chiaro, giusto per farmi un’idea.

Prima ora: Storia
Un anziano professore con l’ausilio di un video semi amatoriale ha mostrato alla classe le immagini della Coppa del Mondo del 1966, ovviamente senza moviola su alcuni aspetti critici.
Mi è stato spiegato dal mio compagno di banco che dal ’66 ad oggi non hanno vinto nulla, e si sono dovuti affidare ad un italiano per sperare di fare di meglio tra un anno e mezzo; mi sono mostrato perplesso, chiedendogli come mai non ho mai visto convocato Ryan Giggs, secondo me l’ala sinistra più forte degli anni ’90-2000, almeno in Europa: “ma come, non lo sai? anzichè fare una nazionale con i più forti giocatori britannici, se ne fanno 4 di medio livello”.

Seconda ora: Economia & Marketing
Vengono spiegati i concetti chiave del “successo economico” della Premier League, essenzialmente riassunti nelle tre parole d’oro: mungere-ogni-vacca.
Dove le vacche sarebbero i tifosi: pare che le squadre cambino ogni due anni le maglie, in cambio i tifosi le ricompensano comprandole nuove ed originali.
Mi sento molto provinciale a pensare che anche una maglietta taroccata possa contribuire a fare quell’effetto scenico sugli spalti ma con un miglior impatto sulle tasche del tifoso, quindi tengo per me quest’osservazione.
Nonostante il miracolo economico, pare che alcune squadre anche grosse siano in profondo rosso, e senza un ricco petroliere a ripianare; ma tengo anche questa osservazione per me.

Terza ora: Musica
Suona “you’ll never walk alone”, la sa tutta la classe.
Istintivamente mi tocco i coglioni quando sento musica del genere, per fortuna vicino a me non c’è il capitano del Liverpool, Gerrard, visto che per un’altra divergenza di gusti musicali ha spaccato la faccia ad un DJ.

Quarta ora: Educazione Civica
Viene insegnato ai partecipanti al corso a comportarsi bene sugli spalti inglesi, mentre se vogliono sfogarsi ci sono sempre le trasferte europee delle squadre o della nazionale.
Al limite, in casa propria, si può correre nudi come dei pirloni in campo.
Nel pomeriggio ci sarebbe un seminario sul tema “la bevuta responsabile”, tenuto dal professor P.Gascoigne, ma credo da buon veneto di non averne bisogno…

Quinta ora: Tattica & Schemi
Finalmente apprenderò i rudimenti del bel gioco, penso.
Scorrono immagini di gol da tutte le posizioni… figo, ma non capisco perchè al gioco sembrino sempre mancare due giocatori: i portieri.
Stavolta lo domando al prof, che per tutta risposta mette un altro video:

“Ecco, questo è quello che capita quando si sognano di uscire dalla linea di porta e rovinarci lo spettacolo”.
Capito, grazie.

Poi è suonata la campanella.

DISCLAIMER: So che la maggior parte dei lettori, quelli dotati di un’intelligenza non inferiore alla media, ha già capito l’intento satirico del post, lo preciso per gli altri, magari occasionali o magari coglioni quanto l’italiano di cui al secondo paragrafo.
Preciso anche che ho uno zio emigrato in terra d’Albione, sposato con una zia mezza inglese e mezza irlandese, e loro figlio è sposato con una gallese.
Quindi non si ipotizzi un qualche sentimento anti britannico, per carità…

Ciò specificato, auguro a tutti una buona fine ed un buon inizio, ci ribecchiamo tra un paio di giorni da Duba… ah, no, fortunatamente quest’anno non saremo noi a sputtanarci la condizione fisica negli Emirati… 😀

P.S.: LONDRA, 29 dicembre – Un cartellino rosso da record per David Pratt, giocatore del Chippenham Town, espulso dopo appena tre secondi di gara. Pratt, 21 anni, ha rimediato l’espulsione da Guinnes dei primati nella sfida persa 2-1 contro il Bashley, valida per la Southern Premier Division.
ROSSO DA PRIMATO – Punito dall’arbitro un tackle ‘assassino’ sull’avversario Chris Knowles appena dopo il fischio d’inizio.«Solitamente è l’uomo più gentile del mondo -ha commentato George McCaffrey, dirigente dell Chippenham-, ma questa volta David ha perso la testa». Incredulo il tecnico del Bashley, Steve Riley: «Il ragazzo è andato dritto sul mio giocatore con i tacchetti alzati. Poteva spaccargli una gamba. L’arbitro non ha avuto scelta». Fortunatamente, Knowles è stato in grado di continuare a giocare la partita.
PRECEDENTI – Il precedente record per l’espulsione più veloce appartiene a Giuseppe Lorenzo, che rimediò un rosso dopo dieci secondi quando giocava col Bologna nel 1990 in un match contro il Parma. Il rosso-record del calcio inglese, invece, era del portiere dello Sheffield Wednesday, Kevin Pressman, espulso per un mani fuori area dopo tredici secondi nel 2000.

che dire, un altro sorpasso del calcio inglese sul nostro eheh…

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