Il sogno di Santiago

santiago solariSantiago Solari è stato il prototipo del professionista dell’Inter manciniana. Dotato di talento, gioviale, ben integrato nel gruppo, eclettico e praticamente mai polemico, è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio nell’album dei ricordi nerazzurri, soprattutto nelle ultime due stagioni. Molto più protagonista nell’anno della cavalcata dei record ha comunque contribuito allo scudetto, senza mai forzare la situazione, portando in dote anche la Coppa Italia e la doppietta in Supercoppa, che male non fa.

Di lui – oltre che della sorella Liz – ho davvero un buon ricordo e mi fa veramente piacere vederlo protagonista nel rocambolesco finale dell’apertura argentina 2008/09, che vede tre squadre sul filo di lana, protagoniste di un triplice spareggio da tachicardia. Il suo San Lorenzo ieri ha prevalso nella prima sfida col Tigre e gran parte del merito va proprio a Santi, autore di un primo tempo magistrale.

Il San Lorenzo è pronto a bissare il recente titolo di clausura, ottenuto con “el pocho” Lavezzi in campo, oggi acclamata star della serie A e Ramon Diaz (altro ex nerazzurro) in panchina. Il calendario degli spareggi è regolato da una classifica avulsa, frutto della somma di questi scontri diretti. Il Boca Juniors, che era riuscito a riprendere il Tigre e il Lanus, ha avuto una pallottola per sferrare il colpo finale, ma l’ha incredibilmente sprecata. Gli xeneizes rimangono i favoriti naturali, ma questa vittoria del San Lorenzo genera pressione e si può dire che adesso Riquelme e compagni tremano.

Non è la prima volta che nel calcio argentino si mettono in luce gli ex interisti. Due anni fa vu la volta di Diego Pablo Simeone e Juan Sebastian Veron, campioni di clausura con il mitico Estudiantes de La Plata, in un infuocato spareggio contro i rivali del Boca (sempre loro). Ramon Diaz, prima di vincere il titolo con il San Lorenzo, aveva conquistato una caterva di allori con il River Plate, suo club storico, allenando prima Cruz, Crespo e infine “el cuchu” Cambiasso.

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