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Una giornata alla scuola inglese

dicembre 31st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Estero, Discussioni, Video | di Mr Sarasa

Noi italiani, si sa, siamo esterofili.
Noi Interisti se possibile anche di più, ce lo prescrive l’atto costitutivo di essere amici del mondo, e facciamo di tutto per adeguarci.

Sono un po’ di anni che resisto a questa mia doppia appartenenza (Interista ed italiano – anche se a dire il vero mi sento più europeo) quando sento continuamente lodi sperticate del “calcio inglese“, del “modello inglese” nella gestione del business calcistico e della sicurezza degli stadi, del “fair play all’inglese” (da quando un italianissimo coglione ha stoppato una palla in area per sembrare meno bestia agli occhi di chi lo fischiava da anni), del “bel gioco all’inglese“…

Ieri mi sono stufato di fare il bastian contrario a prescindere, e ho deciso di passare una giornata alla Scuola Inglese.
Non per capire tutto, sia chiaro, giusto per farmi un’idea.

Prima ora: Storia
Un anziano professore con l’ausilio di un video semi amatoriale ha mostrato alla classe le immagini della Coppa del Mondo del 1966, ovviamente senza moviola su alcuni aspetti critici.
Mi è stato spiegato dal mio compagno di banco che dal ‘66 ad oggi non hanno vinto nulla, e si sono dovuti affidare ad un italiano per sperare di fare di meglio tra un anno e mezzo; mi sono mostrato perplesso, chiedendogli come mai non ho mai visto convocato Ryan Giggs, secondo me l’ala sinistra più forte degli anni ‘90-2000, almeno in Europa: “ma come, non lo sai? anzichè fare una nazionale con i più forti giocatori britannici, se ne fanno 4 di medio livello”.

Seconda ora: Economia & Marketing
Vengono spiegati i concetti chiave del “successo economico” della Premier League, essenzialmente riassunti nelle tre parole d’oro: mungere-ogni-vacca.
Dove le vacche sarebbero i tifosi: pare che le squadre cambino ogni due anni le maglie, in cambio i tifosi le ricompensano comprandole nuove ed originali.
Mi sento molto provinciale a pensare che anche una maglietta taroccata possa contribuire a fare quell’effetto scenico sugli spalti ma con un miglior impatto sulle tasche del tifoso, quindi tengo per me quest’osservazione.
Nonostante il miracolo economico, pare che alcune squadre anche grosse siano in profondo rosso, e senza un ricco petroliere a ripianare; ma tengo anche questa osservazione per me.

Terza ora: Musica
Suona “you’ll never walk alone”, la sa tutta la classe.
Istintivamente mi tocco i coglioni quando sento musica del genere, per fortuna vicino a me non c’è il capitano del Liverpool, Gerrard, visto che per un’altra divergenza di gusti musicali ha spaccato la faccia ad un DJ.

Quarta ora: Educazione Civica
Viene insegnato ai partecipanti al corso a comportarsi bene sugli spalti inglesi, mentre se vogliono sfogarsi ci sono sempre le trasferte europee delle squadre o della nazionale.
Al limite, in casa propria, si può correre nudi come dei pirloni in campo.
Nel pomeriggio ci sarebbe un seminario sul tema “la bevuta responsabile”, tenuto dal professor P.Gascoigne, ma credo da buon veneto di non averne bisogno…

Quinta ora: Tattica & Schemi
Finalmente apprenderò i rudimenti del bel gioco, penso.
Scorrono immagini di gol da tutte le posizioni… figo, ma non capisco perchè al gioco sembrino sempre mancare due giocatori: i portieri.
Stavolta lo domando al prof, che per tutta risposta mette un altro video:

“Ecco, questo è quello che capita quando si sognano di uscire dalla linea di porta e rovinarci lo spettacolo”.
Capito, grazie.

Poi è suonata la campanella.

DISCLAIMER: So che la maggior parte dei lettori, quelli dotati di un’intelligenza non inferiore alla media, ha già capito l’intento satirico del post, lo preciso per gli altri, magari occasionali o magari coglioni quanto l’italiano di cui al secondo paragrafo.
Preciso anche che ho uno zio emigrato in terra d’Albione, sposato con una zia mezza inglese e mezza irlandese, e loro figlio è sposato con una gallese.
Quindi non si ipotizzi un qualche sentimento anti britannico, per carità…

Ciò specificato, auguro a tutti una buona fine ed un buon inizio, ci ribecchiamo tra un paio di giorni da Duba… ah, no, fortunatamente quest’anno non saremo noi a sputtanarci la condizione fisica negli Emirati… :-D

P.S.: LONDRA, 29 dicembre – Un cartellino rosso da record per David Pratt, giocatore del Chippenham Town, espulso dopo appena tre secondi di gara. Pratt, 21 anni, ha rimediato l’espulsione da Guinnes dei primati nella sfida persa 2-1 contro il Bashley, valida per la Southern Premier Division.
ROSSO DA PRIMATO – Punito dall’arbitro un tackle ‘assassino’ sull’avversario Chris Knowles appena dopo il fischio d’inizio.«Solitamente è l’uomo più gentile del mondo -ha commentato George McCaffrey, dirigente dell Chippenham-, ma questa volta David ha perso la testa». Incredulo il tecnico del Bashley, Steve Riley: «Il ragazzo è andato dritto sul mio giocatore con i tacchetti alzati. Poteva spaccargli una gamba. L’arbitro non ha avuto scelta». Fortunatamente, Knowles è stato in grado di continuare a giocare la partita.
PRECEDENTI – Il precedente record per l’espulsione più veloce appartiene a Giuseppe Lorenzo, che rimediò un rosso dopo dieci secondi quando giocava col Bologna nel 1990 in un match contro il Parma. Il rosso-record del calcio inglese, invece, era del portiere dello Sheffield Wednesday, Kevin Pressman, espulso per un mani fuori area dopo tredici secondi nel 2000.

che dire, un altro sorpasso del calcio inglese sul nostro eheh…

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Inter, tra bilanci e novità

dicembre 30th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Campionato | di ex-collaboratori

L’anno 2008 sta per finire e l’Inter, a differenza delle altre due grandi del campionato italiano, lo chiuderà aggiornando la bacheca. C’è entrato dentro lo scudetto n° 16, emozionantissimo e tirato e la quarta Supercoppa Italiana, vinta ai rigori in una calda serata di fine agosto, quando José Mourinho armeggiava ancora con il modulo largo (e lungo). Il bilancio dell’anno è quindi ultra-positivo in quanto sfido lapalissianamente parlando un’altra squadra italiana a dimostrare che ha vinto più di noi. In Italia c’erano 3 trofei in palio e 2 li abbiamo vinti, sottolineando che abbiamo vinto quello che veramente conta.

Il resto è già stagione 2008/2009: dopo il solito inizio, la squadra ha cominciato a carburare a novembre, allungando prepotentemente sulle inseguitrici, che prima scappavano. Come dimenticare il faccione di Adriano Galliani il giorno che il Milan passò in testa, grazie al solito rigore regalato? Il momento topico di questo inizio di stagione è ovviamente quell’Inter-Juve del 23 novembre scorso: la differenza tra le due compagini è apparsa nitida, con i nostri che hanno letteralmente graziato i gobbi.

Eppure, per il 2009, la Juventus appare come l’unica avversaria credibile e poco contano le quotidiane dichiarazioni dei milanisti sulla loro volontà di recupero. La Juventus ha messo a nudo le loro debolezze e il classico vincere facile contro le squadrette amiche non può farci cambiare idea.

Difficile dire se il calciomercato sposterà gli equilibri. Se diamo credito a tutte le voci riguardanti la Juventus ci sarebbe da preoccuparsi, ma non è così (pensare che David Silva si muova dal Valencia, senza che Real o Barça facciano niente è pura fantascienza). L’ipotesi Van Nistelrooy – Roma per ora fa sorridere, in quanto i giallorossi hanno una schiera di contratti pesanti da rinnovare e Spalletti ha chiesto il rinnovo prima ancora dei rinforzi. Al Milan aspettano Ivan Helguera: uno che era uno scandalo già 6 anni fa, immaginatevi adesso che ha 33 anni ed è svincolato.

L’Inter invece ha una necessità assoluta: una punta di primo livello o quasi da affiancare a IbrahimovicDiego Milito sarebbe una prima scelta clamorosa: non è difficile strapparlo al Genoa con una buona offerta, in quanto il giocatore sarebbe pazzo a non cogliere la prima grande occasione della sua vita. Ma io dubito seriamente che Moratti voglia spendere altri soldi: c’è una crisi alle porte, un ribasso del prezzo del petrolio così spaventoso, che è difficile pensare di spendere milioni che poi andranno come al solito ripianati. Il tentativo di convincere Adriano è fatto in quest’ottica, ma l’opera di convincimento non riguarda la sua volontà di rimanere a Milano (che gli conviene per mille motivi), quanto provare a metterlo in riga una volta per tutte, salvaguardando il patrimonio e l’aspetto tecnico.

E’ chiaro, comunque, che l’Inter l’anno prossimo dovrà fare un serio calciomercato, basato sul ringiovanimento totale, con l’arrivo di almeno due elementi di valore per centrocampo e attacco. Settori troppo delicati per concedere vantaggi ad una spietata e vogliosa concorrenza.

Auguri di buon anno a tutti i lettori e le lettrici. E in particolar modo un felice anno nuovo a tutti gli interisti del mondo.

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Ancora magna&bevi (per la serie: quanto ci manca il calcio giocato,il calcio mercato, la ragazza distante ### km…)

dicembre 28th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Manipolazione Intellettuale | di Mr Sarasa

Non si capisce in base a cosa l’Inter stia davanti a tutte le altre nel 2008 “di un soffio”, visto che chi ci ha dato filo da torcere in primavera si è sciolto in autunno, mentre bilan e giuve sono riapparse solo a settembre di quest’anno… ma vabbè, è Cerruti a dare le pagelle…
Sull’onda delle feste anche Cairo si autoassegna un bel 7.
Come dargli torto, se stiamo a dare i numeri, ci sta tutto.
Mi spiace sinceramente invece per Gascoigne.

Spalletti ha deciso lo scontro frontale col suo probabile successore, ora volano gli insulti pesanti: “Ancelotti, sei uno da Roma”.

Scolari ha paura che DelPiero continui a mangiare anche dopo il pranzo di natale, perchè pochi sanno che c’è stato un tacito accordo tra i due: i brasiliani del bbilan, tramite Scolari (che a loro deve tutto, pure di essere scambiato per un allenatore di calcio) hanno ottenuto che Del Piero NON segnasse su punizione contro di loro; in cambio, Filippone sta provvedendo a pagare il conto al ristorante ad Alex fino a fine 2008.
Tieni duro Filippone!!!
P.S.: uno scambio Arshavin-Iaquinta credo non sia commentabile.
Neanche a voler essere cialtroni sul serio.

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Cattiva digestione

dicembre 27th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Manipolazione Intellettuale | di Mr Sarasa

In effetti solo un pranzo particolarmente indigesto può giustificare ormai certi titoli.
Iniziamo dalla classica:
Per Cerruti Raniero è la risposta italiana allo Special One.
Oddio, non è che abbia tutti i torti, ma è avvilente pensare che dopo 40 anni il gap culturale tra noi ed il resto del mondo è invariato.
Come a dire che i Cugini di Campagna fossero la risposta italiana ai Beatles.
Il “Rompipallone” di Gnocchi merita: “Brutta avventura per Ronaldo: all’ospedale per la nascita della figlia, è stato scambiato per la moglie incinta”
Registriamo perplessi la nuova svolta di Amauri, dopo le parole di qualche giorno fa.
Sullo stesso giornale.


Trattenete le risate sguaiate che già sento.
A rubamazzetto gli assi sono 4, e contano di più i “2″ e “3″, ma forse il Carletto nazionale ci insegna un nuovo gioco da pensionati…
Mi permetto di rispondere al quesito del Presidente in alto a destra:
“ce ne faremo una ragione; e metteremo tutti i gol da tutte le angolazioni in un video per youtube. Che magari duri di più di quello di Quaresma…”.
Fate attenzione anche alle parole della Sensi, perchè come per magia, ad un’altra latitudine, lo stesso editore interpreta diversamente lo stato del caso Aquilani:

E con questo è tutto, direi…

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Variazioni sul tema

dicembre 24th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Redazione | di Mr Sarasa
Natale, tempo di pensieri gentili.

Due sono per Galliani ed i nostri non-cugini:

Natale 1

Natale 2il terzo invece è per tutti quelli che sono passati per questo “cafè”, commentando e non, perchè nonostante alcuni pareri contrari, siamo riusciti ad arrivare…
...AL PANETTONE!!!

(quindi servitevi, anche oggi offriamo noi…)

P.S.: nei commenti sono graditi piatti e vini, mica possiamo fare sempre tutto eh!

E’ Natale, perchè cacchio non sono più buoni?

dicembre 24th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Manipolazione Intellettuale, Video | di Mr Sarasa

Rassegnina prenatalizia:

Ecco, spariamo a tutta pagina sto montaggio del cazzo, e poi in occhiello minuscolo “il passaporto però non arriverà prima di luglio”…  Ambrosini capitano a termine: si, il termine esatto è “ridicoli”.

Lui, il BBilan e la Cazzetta, as usual; no comment sulla “bomba” Milito: dall’articolo on line pare che per averlo in prestito 6 mesi dovremmo dare in prestito tre giocatori a scelta (del Genoa) tra: Balotelli, Santon, Bolzoni, Obinna, Burdisso e Dacourt (se sono gli ultimi tre ok, ma qualcuno spieghi all’articolista che i primi tre sono in quota vivaio nella lista Champions…)…

Totti furioso: ce lo ricordavamo piagnucolante, deve essere un’evoluzione…

Lippi, sempre la solita merda.

E sorvoliamo su Padre Nicola Delle Grottaglie di spalla, solo perchè è il 24…

Buon Natale a tutti!

P.S.: se non avete ancora deciso che film andare a vedere, suggeriamo questo mito dei cinepanettoni:

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L’Inter e la cattiva stampa, qualcosa s’ha da fare

dicembre 22nd, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di ex-collaboratori

tuttosportcomicsMolto si discute nell’ambiente Inter se sia necessario rinforzare il nostro ufficio stampa. Anche io me lo sono chiesto e certe volte sono persuaso che non sarebbe male uscirsene con una gallianata. Però fatta seriamente, con dati e cifre alla mano, e non vuota di significato, che tanto ci pensa la tv dell’astronave madre a condire il piatto.

Poi però riporto la situazione alla realtà. Per esagerare,  Controcampo e Domenica Sportiva totalizzano 2 milioni di telespettatori messi insieme. Questi telespettatori non costituiscono una massa critica tale da imporre a Moratti di chiamare direttamente in studio, come spesso ha fatto l’antennista.

Altro peso ha la stampa, e se è vero che gli italiani comprano pochi giornali è pur vero che questi circolano liberamente, per uno sguardo veloce, la mattina nei bar per la colazione. La prima pagina è fatta per vendere e spesso riesce a sintetizzare bene quello che è successo. Se un marziano dalle sembianze francorossiane, chiamato ipoteticamente LucerasmusXYZMonticianensis, fosse atterrato sulla terra questa mattina, avrebbe avuto l’impressione che l’Inter rappresentasse la faccia delinquenziale del calcio italiano, mentre Milan e Juventus, con coraggio, furore, samba e figa (spiceboycamente parlando) tentavano affannosamente di resistere ai reiterati furti della capolista abusiva (ah… “quando tutto tornerà alla normalità” è il motto che diventa speranza, per usare una parafrasi cara al poeta Balzarini).

Il marziano ne avrebbe concluso che non tutti gli errori arbitrali sono uguali e che dietro la saggia riprovazione dei giornali ci doveva essere qualcosa di grosso. Si sarebbe messo ad indagare su Moratti, su Mourinho, su Maicon per cercare di scoprire come mai tutto il paese li odiasse a tal punto da costringere gli obbiettivi e sempre sapienti direttori di giornale a sbilanciarsi, ogni maledetto lunedì, con editoriali di condanna, contro questa banda di malfattori che infesta il corso regolare del campionato. Avrebbe visto le piazze piene di milioni (a volte 11, a volte 12, a volte 14) di bravissimi tifosi juventini, distrutti dalle truffe altrui, in corteo con migliaia di cartelli con su scritto “siamo tutti De Paola”, a sostegno delle coraggiose prese di posizione della resistenza. E insieme a questi la goliardica coda rossonera, cresciuta a pane, suma e promozioni.

Insomma, se uno guardasse più seriamente le cose dall’esterno, senza farsi intaccare dal morbo pernicioso della fede sportiva, non potrebbe non accorgersi del fatto che l’Inter è sempre costretta a rifugiarsi in una specie di fortino, dal quale spunta ogni tanto la faccia vampiresca di Paolillo, che se ne esce con dichiarazioni talmente sensate da apparire del tutto prive di forza.

Difficile dire se dobbiamo o possiamo fare qualcosa contro questo malcostume. L’Inter da tre anni è tornata agli antichi fasti, ma ha devoluto ai tifosi la difesa del suo buon nome. In Massimo Moratti predomina l’aspetto snob e non essendo stupido è ben conscio del fatto che un problema esiste fin tanto che se ne parla. La questione è che se ne parla continuamente e certe volte si supera la misura e l’intero mondo Inter, fatto anche di tifosi, ne viene travolto.

Eppure basta poco. Una mossa intelligente sarebbe quella di non fare sempre i buoni a tutti i costi. Juventus, Roma e Milan hanno saputo imporre i loro redattori di fiducia, del Milan nemmeno stiamo a precisare, dato che gode dell’appoggio incondizionato di metà del palinsesto televisivo, ma dico… se si decide di stare al gioco il low profile non paga. Comportiamoci allo stesso modo, filtriamo le persone che circolano ad Appiano, stabiliamo chi possa o non possa intervistare, facciamo in modo che almeno qualcuno prenda le nostre difese, se proprio non si riesce a difendere l’obbiettività. Se non si può fare a meno della tv e della stampa, anche in termini commerciali, è bene dotarsi per difendere il marchio, che poi è il buon nome dell’Inter. La nostra squadra. La nostra passione.

Detto questo è inutile aggiungere che a monte di tutto il rosicamento c’è il nostro successo, arrivato dopo aver visto distrutto il castello di certezze altrui, costruito prevalentemente sul malaffare. E la faccia di Mourinho che sbeffeggia Pistocchi, vale molto più di certe patacche esibite sulle magliette.

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Grandissimo Mourinho

dicembre 21st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Manipolazione Intellettuale, Video | di ex-collaboratori

Pistocchi, nasconditi.

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Sarà Inter-Manchester United

dicembre 20th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Champions League | di Nk

RonaldoE così, alla fine, l’urna ha parlato. Saccente, presuntuosa, beffarda come al solito, ha tirato fuori come un coniglio dal cilindro un triplice scontro Italia-Inghilterra. La tecnica, lo spettacolo, la velocità e la “simpatia” di Roma e Arsenal da un parte, la forza, la presunzione e l’orgoglio della classe media di Juventus e Chelsea dall’altra. E soprattutto il meglio che Serie A e Premier League possono offrire da due anni a questa parte: Inter contro Manchester United.

Era uno dei sorteggi più probabili e molti in casa nerazzurra addirittura se lo auguravano. Chiariamo subito una cosa: lo United tecnicamente è la squadra peggiore da affrontare, per qualsiasi avversario. I Red Devils sono i Campioni d’Europa in carica, con ogni probabilità fra due giorni diventeranno Campioni del Mondo, hanno fra le loro fila il Pallone d’Oro e talenti assoluti in ogni ruolo, in panchina c’è un mostro sacro come Sir Alex Ferguson, casa loro è uno dei regni più affascinanti e inquietanti del panorama calcistico mondiale. L’Inter vista fino ad oggi in Champions League non ha una sola speranza di passare il turno. Però.

Però un sorteggio migliore per l’Inter probabilmente non poteva esserci. E non è masochismo o autolesionismo, ma semplicemente l’ovvia conclusione di una serie di ragionamenti che ruotano intorno a questa partita. Tanto per cominciare non abbiamo di fronte nessuna “squadra rivelazione”, nessuna “piccola senza pretese”, nessuna “provinciale arrivata per la prima volta nel calcio che conta”. Nessun Valencia, nessun Villareal, nessun Anorthosis. Per una volta quelli che non hanno niente da perdere siamo noi. Affrontiamo la squadra più forte del lotto: perdere non può e non deve essere un dramma, vincere può essere il passo decisivo verso l’abbattimento di ogni ostacolo. Eliminare lo United dalla Champions League in una sfida di andata e ritorno è impresa in cui solo pochi eletti possono riuscire. Sbattere fuori il Manchester dal massimo palcoscenico europeo significa non avere più alcun limite, non vedere precluso nessun traguardo.

Inoltre c’è l’inutilità -evidente- di arrivare per esempio in semifinale battendo avversari di poco spessore per poi essere sbattuti fuori al primo vero ostacolo. Se si deve uscire, ottavi o semifinali non fa differenza. Sotto a chi tocca dunque, che male che vada ci concentriamo sul campionato senza fronzoli per la testa. E poi parliamoci chiaro: a noi le passeggiate non sono mai piaciute. Non siamo mai riuscite a farle. Noi, vittoria o sconfitta che sia, siamo una squadra da imprese leggendarie. Siamo la squadra degli spareggi scudetto, delle Coppe Intercontinentali alzate nel cielo di Buenos Aires e dopo lo spareggio di Madrid, delle rimonte impossibili fatte e subite. Noi perdiamo gli scudetti giocando contro chi non ha nulla da chiedere e li vinciamo quando davanti abbiamo chi lascia l’anima in campo. Ce la vedreste, una squadra così, arrivare in finale passeggiando sui Celtic, Bayern e Manchester menomati della situazione? Sarebbe antistorico, poco serio. Poco elegante, direi.

Lo dice anche la nostra storia recente. Quando superiamo i nostri limiti e le nostre paure lo facciamo in grande stile, esprimendoci al cento per cento. Per riportare a casa uno scudetto che mancava da 18 anni non ci siamo limitati a dimostrare di essere i più forti: abbiamo polverizzato ogni record, spazzando via 100 anni di Serie A come un mucchietto di sabbia. Lo stesso dovrà accadere, prima o poi, per la Champions League: mettere l’Europa ai nostri piedi, senza se e senza ma. Vincere in grande stile. Trionfare, al di là di ogni possibile obiezione. E per ottenere un risultato del genere, il primo passo non può essere fatto in uno stadio diverso dall’Old Trafford.

Dalla nostra parte un grande allenatore, che conosce bene la strada della Champions, conosce bene il Manchester United e ha un record a dir poco invidiabile nei confronti di Sir Alex Ferguson. Se sapremo seguirlo potrà portarci lontano. Se è in grado di far fare il salto di qualità che tanto manca in Europa, potremo vederlo subito. Altrimenti, senza drammi, testa bassa e lavorare per il quarto scudetto consecutivo. Che c’è chi sta peggio.
Da qui a marzo possono cambiare tante cose. Ma oggi, 20 dicembre 2008, una sola è la certezza: al Manchester United, nel sorteggio di Nyon, la fortuna ha voltato le spalle.

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Il sogno di Santiago

dicembre 18th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Estero | di ex-collaboratori

santiago solariSantiago Solari è stato il prototipo del professionista dell’Inter manciniana. Dotato di talento, gioviale, ben integrato nel gruppo, eclettico e praticamente mai polemico, è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio nell’album dei ricordi nerazzurri, soprattutto nelle ultime due stagioni. Molto più protagonista nell’anno della cavalcata dei record ha comunque contribuito allo scudetto, senza mai forzare la situazione, portando in dote anche la Coppa Italia e la doppietta in Supercoppa, che male non fa.

Di lui – oltre che della sorella Liz – ho davvero un buon ricordo e mi fa veramente piacere vederlo protagonista nel rocambolesco finale dell’apertura argentina 2008/09, che vede tre squadre sul filo di lana, protagoniste di un triplice spareggio da tachicardia. Il suo San Lorenzo ieri ha prevalso nella prima sfida col Tigre e gran parte del merito va proprio a Santi, autore di un primo tempo magistrale.

Il San Lorenzo è pronto a bissare il recente titolo di clausura, ottenuto con “el pocho” Lavezzi in campo, oggi acclamata star della serie A e Ramon Diaz (altro ex nerazzurro) in panchina. Il calendario degli spareggi è regolato da una classifica avulsa, frutto della somma di questi scontri diretti. Il Boca Juniors, che era riuscito a riprendere il Tigre e il Lanus, ha avuto una pallottola per sferrare il colpo finale, ma l’ha incredibilmente sprecata. Gli xeneizes rimangono i favoriti naturali, ma questa vittoria del San Lorenzo genera pressione e si può dire che adesso Riquelme e compagni tremano.

Non è la prima volta che nel calcio argentino si mettono in luce gli ex interisti. Due anni fa vu la volta di Diego Pablo Simeone e Juan Sebastian Veron, campioni di clausura con il mitico Estudiantes de La Plata, in un infuocato spareggio contro i rivali del Boca (sempre loro). Ramon Diaz, prima di vincere il titolo con il San Lorenzo, aveva conquistato una caterva di allori con il River Plate, suo club storico, allenando prima Cruz, Crespo e infine “el cuchu” Cambiasso.

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