Panchine d’oro, monete d’argento e facce di bronzo

Con un anno di ritardo, quindi in perfetto orario per gli standard della Federazione Italiana Giuoco Calcio (e suoi prodotti derivati), Roberto Mancini vince la Panchina d’Oro.
Se volessimo essere buoni, potremmo dire che è il risarcimento per aver premiato Prandelli l’anno scorso, anzichè il vincitore dello scudetto dei record.

Però non siamo affatto buoni, preferiamo essere “smaliziati” e allora ci viene naturale pensare alle due ipotesi più verosimili: Mourinho suscita più invidia nei suoi colleghi del Mancio, oppure è un modo per sbeffeggiare la società, ancora una volta; in ogni caso intendiamoci: Roberto Mancini la meritava ANCHE quest’anno, avendo portato allo scudetto una squadra ridotta all’osso da una serie di infortuni che farebbe perdere le lacrime persino a Spalletti… quindi congratulazioni al vincitore, e ancora grazie di tutto.

A lato, rispetto alla premiazione solita fauna da italia pallonara. La cosa più vistosa è stata ovviamente la “rinconciliazione onerosa” tra Walter Zenga e Varriale, con quest’ultimo che da par suo ha voluto comunque dire l’ultima parola… “onerosa”, ovviamente, è un riferimento alla multa che il cementificatore Lo Monaco ha pensato bene di dare al proprio allenatore: è una cosa che può apparire fuori dal mondo a persone con raziocinio, ma è perfettamente coerente al personaggio, non pazzo ma semplicemente figlio di quel sistema che ha (anche) messo Varriale alla conduzione di un programma RAI; o vi eravate dimenticati dell’amicizia tra Lo Monaco e Moggi? Zenga non è stupido, ma capita l’antifona non credo vorrà soffermarsi a Catania più del dovuto; in fondo è un signor allenatore in rampa di lancio, non un uomo-GEA alla De Canio.

Altro tipo di fauna è rappresentato dal padre di Davide Lippi (genere: paraculus fantasiosus), che ha dichiarato “anche Udinese e Napoli in lotta per lo scudetto” ceeeeeerto, come no, e a domanda sui sassolini che il 70enne Ranieri dovrebbe togliersi nei confronti di Mourinho (ricordiamo ancora una volta al giornalista che al massimo sarebbe il contrario…) se ne esce di scena “non conoscendo le scarpe di Ranieri”. Verissimo, lui conosceva benissimo i piedi. Di Moggi.

A Mourinho infine è stata fatta una domanda su come veda il nostro calcio, e lui ha fatto un’analisi assolutamente condivisibile… però come si fa a rinnovare sto calcio se i protagonisti sono sempre gli stessi? Hai voglia a vendere in Asia un calcio che tra Zenga e Varriale, sceglie 99 volte su 100 il secondo. Insomma, meno Varriale e più Barriales!

Ps: e le monete d’argento del titolo che c’entrano? Assolutamente niente, consideratele una plusvalenza :-)

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