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Inter-Napoli e tre verità

novembre 30th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Giocatori | di Nk

Arriva il Napoli a San Siro e la squadra scende in campo con il piglio giusto, quello visto sabato scorso, e tutt’altra concentrazione rispetto a mercoledì. Si parte immediatamente con un pressing forsennato e altissimo che mette in difficoltà i portatori di palla azzurri e ci consente di creare molte occasioni, soprattutto sui calci da fermo battuti bene da Maicon e benissimo da Cambiasso. Proprio da un calcio d’angolo nasce l’1-0 di Cordoba, con una girata al volo di sinistro da vero attaccante d’area sulla quale Iezzo non può arrivare. Dopo neanche 10 minuti un grande triangolo Maicon-Cruz si chiude con una conclusione sbilenca del brasiliano sulla quale, però, si avventa Muntari in maniera simile a quanto fatto vedere sabato scorso, ma stavolta la mette dentro coscientemente e di tacco. 2-0 e partita che sembrerebbe chiusa quando, invece, perdiamo palla in attacco. Lavezzi salta secco Samuel e scambia con Zalayeta che, di tacco, mette l’argentino solo davanti a Julio Cesar. Chucchiaio, palla sul palo lontano e 2-1. Poi l’Inter non dà l’impressione di essere in controllo totale della partita, ma comunque il Napoli non riesce mai ad arrivare pericolosamente dalle parti di Julio Cesar e, semmai, sono Ibrahimovic e Zanetti ad avere sui piedi la palla buona per chiudere il discorso. Invece, con un Rosetti disastroso (da una parte e dall’altra) sin dal primo minuto, si arriva al 90′ senza altri gol.  3 punti importantissimi che ci permettono di metterci comodi sul divano ad aspettare il risultato del Milan stasera.

Su SKYSport, subito dopo, un Massimo Mauro in versione per niente polemica ottiene un paio di spunti interessanti da Josè Mourinho sull’ambiente Inter. Il primo: delusione per il comportamento dei tifosi. Il tecnico, che alla fine della partita si è precipitato ad abbracciare Maicon, si lamenta del fatto che “la curva c’è sempre e si fa sentire, ma lo stadio non è fatto solo dalla curva e non mi sembra giusto sentire dei fischi alla prima palla sbagliata da un giocatore. Per quello che hanno fatto questi ragazzi in questi anni e per quello che continuano a fare ad ogni partita meriterebbero sicuramente un trattamento migliore, non lo capisco proprio. Anche perchè molti magari non sanno cosa ha fatto Maicon. Che era infortunato, che non doveva giocare, che è sceso in campo contro la volontà dello staff medico e contro la mia volontà. Non è giusto.

Il secondo, diretta conseguenza del primo: “Non sarebbe stata un grosso problema l’assenza di Maicon, Santon ha fatto la preparazione con la squadra. Santon è un ragazzo sfortunato perchè ha davanti il miglior terzino del mondo che dà un grande distacco a tutti gli altri, ma lui è assolutamente pronto per giocare e giocherà presto. Quando manca Maicon io non devo cambiare niente e non devo inventarmi niente: non ci sarà Zanetti a destra o chissà chi, ci sarà Santon. E la squadra lo sa ed è tranquillissima per questo.

Chiusura dedicata alla situazione di Mario Balotelli: “Lui è un grande patrimonio per il calcio italiano, per il mio club e per me, e io sono molto preoccupato per fargli capire cosa voglio da lui e per fargli capire che lo voglio solo per il suo bene. Ieri abbiamo parlato per l’ennesima volta faccia a faccia e gliel’ho spiegato. Ma non posso accettare che un ragazzo di 18 anni che ancora non è “niente” se non una grande promessa e un grande patrimonio e che ha in squadra esempi di grandissimi professionisti anche a 33, 34 e 35 anni come Zanetti, Cruz, Cordoba, Samuel non si impegni almeno come fanno loro. Deve capire che sono degli esempi da seguire e deve allenarsi almeno quanto loro.

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Inter-Napoli, conferenza prepartita

novembre 29th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Champions League, Giocatori | di Nk

Dopo la sorprendente sconfitta con il Panathinaikos, è necessariamente un Mourinho a tutto tondo quello che si presenta davanti ai giornalisti per dare il via al cammino che porterà, domani pomeriggio, a Inter-Napoli. Champions League, Campionato, avversari, convocazioni e mercato. Non manca niente. Il tecnico è ancora visibilmente stizzito per la sconfitta di mercoledì e ripete che secondo lui l’Inter non avrebbe meritato di essere già qualificata. Non cerca scontate scuse nascondendosi banalmente dietro “il valore degli avversari” e, anzi, non perde occasione per sminuire Panathinaikos e Anorthosis per far capire ancora meglio la sua frustrazione per il risultato ottenuto. Si mette per primo fra i colpevoli della sconfitta e fa capire che i 3 giorni di vacanza per Ibrahimovic in occasione della partita con il Werder sono saltati, perchè a lui chiudere il girone con 8 punti non sta bene per niente.

Quando si parla di Napoli, comunque, il tecnico esclude qualsiasi possibilità di affrontare la partita con la scarsa concentrazione vista contro i greci, perchè “il Napoli è una squadra con qualità e ambizione, che ha possibilità di crearci difficoltà. Per questo motivo siamo certamente concentrati e carichi per una gara importante che può aiutare la squadra ad arrivare dove vuole” e ancora “La gara contro il Napoli preoccupa perchè affrontiamo un avversario di qualità, molto migliore della squadra greca e non ho nessun dubbio. Ci aspetta una partita difficile, contro il Panathinaikos abbiamo fatto noi la partita difficile per noi stessi. Il Napoli verrà a Milano per fare la sua partita e non sarà semplice. Dico una cosa della quale sono sicurissimo: con la nostra concentrazione e l’atteggiamento completamente diverso rispetto a mercoledì, anche se giochiamo la terza gara in una settimana e veniamo da una partita di Champions League, ho fiducia che torneremo ai risultati che vogliamo“. La ricreazione è finita, insomma.

Non manca la frecciatina ai giornalisti che gli chiedono un commento alle parole di Ranieri secondo le quali la Juve non può lottare per lo scudetto (”È difficile dire qualcosa per me. Una dichiarazione così merita che la prossima settimana, quando Ranieri farà un’altra conferenza stampa, che voi cerchiate di capire se la pensa veramente così o qual è la sua intenzione“) e non manca qualche frase sul “caso-Drogba” che Mourinho, dopo aver reso tutti gli onori possibili all’attaccante ivoriano e al suo rapporto con lui, provvede a spegnere: Drogba è un giocatore del Chelsea e noi in attacco siamo coperti. Magari se qualcuno dovesse partire non saremmo più così coperti, certo…

La sorpresa del giorno, però, è l’esclusione dalla lista dei convocati di Materazzi, Quaresma e Balotelli. Per il difensore sembra essere una scelta tecnica: con Samuel e Cordoba e contro gli attaccanti napoletani (Lavezzi e Hamsik, ma anche lo stesso Zalayeta) Burdisso potrebbe sicuramente tornare più utile di Matrix. Diverso il discorso per Quaresma e Balotelli che, secondo il tecnico, non si sono impegnati a sufficienza in settimana nè negli allenamenti nè in partita. Sorprende questa lettura per quanto riguarda Quaresma -secondo molti uno dei migliori in campo mercoledì-, decisamente meno per Balotelli che, ancora, non sembra aver capito cosa il tecnico si aspetta da lui. La corda per la gestione di questo ragazzo sembra essere molto sottile, ma se si riesce a manovrarla per bene i risultati saranno ottimi. Anzi, Speciali.

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Il mercato: da qui a Gennaio e oltre

novembre 28th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato | di ex-collaboratori

brancaDicembre sarà il mese decisivo per prendere le decisioni in sede di mercato. Posto che non arriverà nessuno, a meno di qualche grave infortunio (e tutte le forme di scongiuro sono permesse), è sul capitolo cessioni che la dirigenza e Josè Mourinho si concentreranno. In particolare c’è da sfoltire il reparto avanzato e quello arretrato, anche se Olivier Dacourt (classe 1974) è dato in partenza verso Bologna.

In avanti la situazione più delicata, come scritto qui, riguarda Adriano Leite Ribeiro, che viaggia verso la scadenza di contratto, tra un casino e l’altro. Moratti si è impegnato moltissimo per non disperdere il patrimonio societario: punire esageratamente Adriano, togliendogli ogni vetrina e facendolo apparire più discolo di quanto non sia ne avrebbe pregiudicato la cessione. Perché due sono le cose: o rinnova secondo le condizioni del suo procuratore Gilmar, piuttosto restio ad accettare una diminuzione dell’attuale stipendio oppure lo vende nei prossimi sei mesi. Si tratta di capire i margini di manovra, l’unica condizione sembra non cederlo al Milan. Dove potrebbe continuare a uscire con Ronaldinho, passando per un bravo ragazzo che ogni tanto si rilassa.

Crespo vede svanire l’opportunità Real Madrid, che vuole un semplice riempitivo in attesa della nuova stagione. Se Huntelaar non fosse stato infortunato è probabile che sarebbe stato lui il grande acquisto, non solo un semplice rimpiazzo di Van Nistelrooy e Raul, già avanti con gli anni. Proprio questa considerazione, insieme all’infortunio di Ruud, hanno consigliato Calderon: nessun contratto lungo a punte avanti con gli anni. Una pezza adesso e due colpi giovani e di prospettiva in estate.

Cruz è del 1974, Balotelli gioca poco, Obinna è nella rosa per caso, c’è Acquafresca (5 milioni di euro) che incombe. E’ difficile dire che se parte Crespo, in prestito a una italiana, possa partire anche un altro, ma ovviamente per l’estate il discorso cambia. Obinna verrà ceduto per fare cassa, mentre Balotelli dovrà aspettare il suo turno. Io non vedo come l’ipotesi prestito possa aiutarlo a crescere, sinceramente. In squadre piccole diventerebbe una star, minandone la crescita caratteriale. Cruz potrebbe invece rinnovare per un altro anno: la sua professionalità è indiscutibile.

In difesa potrebbe partire Nelson Rivas, e mi dispiacerebbe. Primo perché io non insisterei troppo con Materazzi, sveltendo il rinnovamento, secondo perché non è così scarso rispetto al panorama generale dei difensori del campionato italiano, molto peggiorati negli anni (basti dire che il migliore di tutti è ancora Samuel, che era tra i migliori 7 anni fa). L’ipotesi Thiago Silva è affascinante: ho seguito diverse sue partite, è un giocatore rapido, che può fare al caso nostro.

Quello che mi aspetto è un mercato in linea col nuovo progetto. Non tanto ali o giocatori offensivi, ma giocatori di sacrificio, disposti a seguire un tecnico che spesso non fa turnover e richiede una disponibilità totale, anche quando si sta in tribuna.

Una cosa comunque è certa, a fronte delle auspicate cessioni, è necessario rinforzare la rosa con 1-2 giocatori di grande spessore. Intendo giocatori in grado di spostare gli equilibri. Dovendo scegliere farei un intervento a centrocampo (Hamsik preferibile ad Aquilani) e uno in avanti (Aguero è inarrivabile, meglio Benzema di Drogba, al limite va bene far concorrenza su Huntelaar, ottimo attaccante d’area), evitando di comprare buoni giocatori e basta, che essendo non inferiori ai titolari, finiscono per pretendere troppo. La rosa va ristretta e migliorata nella qualità e deve possibilmente essere il frutto delle indicazioni del tecnico.

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Siamo senza parole, usiamo quelle degli altri

novembre 27th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Altre fonti, Champions League | di errek

MOURINHO, INTER E’ ANDATA MALE, MALE, MALE
Milano, 26 nov. – (Adnkronos) – ”Male, male, male”. Jose’ Mourinho boccia la sua Inter. I nerazzurri, sconfitti in casa dal Panathinaikos per 1-0, si sono comunque qualificati agli ottavi di finale di Champions League. ”Va bene la classifica, ma se devo pensare solo alla partita di stasera… male, male, male”, dice il tecnico portoghese ai microfoni di Sky Sport.

MORATTI, BICCHIERE MEZZO PIENO MA RESTA BRUTTA FIGURA
Milano, 27 nov. - (Adnkronos) – “Il bicchiere e’ mezzo pieno, ma resta la brutta figura”. Massimo Moratti non usa giri di parole per descrivere la situazione dopo il ko interno dell’Inter contro il Panathinaikos. I nerazzurri nonostante tutto hanno ottenuto la qualificazione per gli ottavi di Champions League, ma Moratti non e’ soddisfatto. “Il bicchiere e’ mezzo pieno per il fatto della qualificazione, che e’ molto importante -premette Moratti rispondendo alle domande dei giornalisti davanti agli uffici della Saras-. Non e’ dovuta a noi, ma al risultato delle altre squadre. Ci tranquillizza un po’. Sotto il profilo della soddisfazione ovviamente non c’e’. Resta la brutta figura da parte della squadra per aver perso questa partita. Anche se devo dire che, al di la’ di tutte le scuse psicologiche, di non motivazione e tutte le cose che si vogliono trovare, in realta’ il Panathinaikos ha giocato bene e in maniera intelligente, in una partita difficile”. Mourinho ha criticato l’atteggiamento della squadra ma ha fatto anche ‘mea culpa’. Un comportamento che e’ piaciuto a Moratti: “Io ho sentito che ha criticato anche se stesso. Ha criticato la maniera nella quale e’ stata affrontata la partita. E’ stato molto bravo nel fare questa analisi e nel giudicare l’andamento di questa partita. E’ stato molto umile e professionale. Ho visto i giocatori dopo la gara ed erano sinceramente molto dispiaciuti. Credo che a volte certe lezioni servano”. Per Moratti, comunque, gli esami veri in Europa devono ancora cominciare: “Il momento di crescita e’ quello delle partite secche. Nella fase a gironi ti puoi concedere qualche errore”.

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White Post

novembre 26th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Champions League | di ex-collaboratori

InterPost bianco, che più che al White Album si ispira alla musica Unplugged.
Quì troverete solo le formazioni ufficiali di Inter-Panathinaikos, mentre nei commenti vi aspetta la “retecronaca”.
Aperta a tutti, redattori, ospiti abituali, passanti.
Buona partita!
PS: come nei migliori salotti tv, si può iniziare da subito, in clima prepartita.

Inter: J.Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Maxwell; Zanetti, Cambiasso, Muntari; Figo; Ibrahimovic, Adriano.
Panathinaikos: Galinovic; Nilson, Vindra, Goumas, Sarriegui, Spiropoulos; Gabriel, Simao, Gilberto Silva, Karagounis; Mantzios

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Detestazione continua

novembre 26th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Discussioni | di errek

Ci mancava lo spunto per un nuovo post. Almeno mi mancava.

Sì, è vero, stasera c’è la partita di Champions League col Panathinaikos, ma l’aria che si respira è quella di un’amichevole di poca importanza.

E’ un guaio questo, lo so bene.
E lo sa anche Mourinho che è alle prese con questo problema: correre il rischio di ritrovarsi in campo una decina di atleti demotivati e rilassati.
Ma lui sa come e cosa fare.

Noi da parte nostra aspettiamo con curiosità di vedere delle conferme e delle novità.

Potremmo fare decine di ipotesi ma il Mou saprebbe smentirci immediatamente. Non ci resta che aspettare.

Noi in particolare siamo restii a tranciare giudizi definitivi, a pretendere un modulo piuttosto che un altro, a chiedere per forza in campo la presenza di qualcuno o a volere l’esonero di qualcun altro e il ritorno di persone che abbiamo e che continuiamo ad amare in modo viscerale.

Dicevo che ci mancava lo spunto; ebbene ce lo danno alcuni amici, tifosi della seconda squadra di calcio di Milano che hanno deciso di frequentare il nostro cafèblog.

Loro avrebbero dovuto sapere che quello è uno spazio a rischio.

E se si sono illusi di poterlo frequentare impunemente per evitarsi lo squallore intellettuale del loro MR, non è colpa di nessuno tranne che di loro stessi.

A nessuno è dato di chiedere spiegazioni su quello che io e gli altri amici diciamo, o meglio scriviamo nello spazio che noi ci siamo costruito.
Se io scherzo o dico sul serio sta a chi legge capirlo. Se ci riesce.

Offese? Forse sì. Ma forse che intertriste non è una offesa? E non è riferita a una categoria (razza) di persone: quelle interiste?
E piagnoni, perdenti, sfigati cosa sono?
E non da tre anni, da secoli. dal tempo dei tempi.

E ora invece tocca a voi. Tocca a voi essere offesi. Tocca a voi sentire quanto insulsi siete coi vostri piagnistei e le vostre lamentele. Tocca a voi sentirvi addosso il disprezzo di quelli che avete disprezzato. Specialmente quando quelli hanno scoperto come erano nate le vittorie che vi facevano credere di essere i più forti di tutti!

Per quanto mi riguarda:
-detesto i fascisti perchè essere fascista dopo aver saputo cosa ha prodotto il fascismo dalle leggi razziali alle purghe di olio di ricino, alla mortificazione della persona di chi non era d’accordo con le loro idee, vuol dire non avere capito assolutamente nulla.
-detesto i comunisti perchè essere comunista dopo aver saputo quanti morti ha prodotto il comunismo nel mondo in nome dell’uguaglianza (e basterebbe solo questo) e quanti danni ha fatto in nome della liberà significa non avere capito assolutamente nulla.
-detesto i nazisti perchè dopo aver saputo cosa hanno fatto (e per carità non elenco i crimini e le atrocità che hanno caratterizzato quel regime) significa non aver capito assolutamente nulla.
-detesto i milanisti e gli juventini perchè dopo aver saputo come le loro squadre hanno ottenuto i successi di cui andavano fieri, come hanno vinto scudetti, coppe e tornei, quali interessi e quali poteri venivano coinvolti per condizionare arbitri, guardalinee e istituzioni sportive, essere milanisti o juventini, significa non aver capito assolutamente nulla.

Il tutto con le dovute proporzioni, naturalmente.
Lo chiarisco perchè il nostro blog è frequentato da quella gentaglia lì che non capisce mai una sega, nè quando scherzi, nè quando parli sul serio, nè quando li offendi veramente, nè quando…oh insomma così è se vi sta bene, se no andate a cagare!

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Primo trimestre, voto 30

novembre 24th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Pagelle | di Mr Sarasa
Passata la tredicesima giornata, siamo esattamente ad un terzo del campionato, possiamo quindi fare un ulteriore bilancio di come siamo messi e come stanno i nostri principali avversari nella lotta scudetto.
Partiamo ovviamente dalla capolista: 30 punti che raccontano di una squadra tonica, con la miglior difesa ed uno dei migliori attacchi, che impone i suoi ritmi alle partite; questo grazie a due cose fondamentali: il ritorno al rombo, almeno in Italia, ed una migliore condizione fisica (siamo un diesel, come l’anno scorso).
Insomma, niente di nuovo sotto il sole (?) di Appiano? No.

Questa Inter fa molto più possesso palla, ha la difesa alta (tranne forse proprio con la Juve) e pressa ancora più “in alto”, poi siccome sono il primo che si fa condizionare dai risultati, anche nel commentare il gioco, mi fermo, per non eccedere in trionfalismi che qui non siamo a Milanello…

Il Milan, appunto. 27 punti, figli di molte decisioni arbitrali discutibili, ma anche di una scommessa vinta a metà, cioè Ronaldinho: “vinta” se si guardano i gol, spesso decisivi oltre che belli, “a metà” se si guarda come il brasiliano sia tuttora un corpo estraneo rispetto alla squadra, torna pochissimo, insomma, il paragone (ad oggi) non potrebbe MAI essere fatto con Ibra, che anche quando non segna gol della madon…nina fa salire la squadra, piuttosto con Recoba. Senza dimenticare che queste cose le faceva anche l’anno scorso al Barcelona, con buona pace di chi si prende meriti per una rinascita immaginaria.

Ovviamente il discorso “R80″ non deve far dimenticare le “dimenticanze” difensive dei cugini, quello si marchio di fabbrica. Dife-samba, ma con gli accordi di Thriller.

Quelli che dovevano vincere 2-1, 24 punti e tanta bile, sono una squadra dignitosa ma con lacune in ogni reparto, Del Piero più 10 a fare numero (cit.) potremmo dire, ma non siamo scarti di carne argentina quindi non lo diciamo.

Il settantenne sabato aveva lo sguardo dei giorni migliori, quello di quando non capisce un cazzo, ma non sarà sempre così perchè per loro fortuna non affronteranno spesso squadre come l’Inter, quindi godiamoceli ora.

La Roma è guarita? non esageriamo, diciamo che gli sono stati applicati molti punti di sutura, ma difficilmente può rientrare nella lotta scudetto. Paga la sciaugurata campagna regali, più che acquisti, e la testardaggine del tecnico che avrebbe vinto la panchina d’oro, se Mancini fosse stato ancora alla guida dell’Inter: ora si è reso conto che senza ali doveva cambiare il gioco, ben svegliato.

Fiorentina, Napoli, Lazio e Udinese (in ordine sparso) semplicemente non hanno la continuità per puntare al bersaglio grosso, senza infamia e senza lode, vengono sempre buone per titoli e sparate a sensazione, ma non vanno prese sottogamba.

Però prima c’è la Champions (per chi la gioca).

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L’Inter strapazza la Juve

novembre 23rd, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale, Tattica, Video | di ex-collaboratori

Sintetizzare Inter-Juventus è impossibile, quindi andiamo giù con il postone per chi ha voglia di leggere la cruda realtà dei fatti (* gli highlits)

La stampa, Sky e la Juventus
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Particolarmente ridicolo Fabio Caressa ieri, che continuava a far la moviola in campo, mentre la loro tanto osannata spider cam si muoveva a cazzo, intasando le inquadrature sui calci d’angolo. Morale della favola? Vedeva ciò che non c’era: per esempio invoca una parata di Manninger sulla prima delle due occasioni fallite da Ibra, ma non contento pretende di fare l’esegeta del non visto, quando pensa che Muntari incroci il piede di Marchionni. Un contatto ci può pure stare. Ma una televisione seria, che si fa pagare e che paga dei professionisti, deve ricordare che l’Inter è stata fermata per 4 dico 4 fuorigiochi inesistenti con i giocatori soli davanti a Manninger. A parità di errori arbitrali poteva finire 4-1! Pietoso. Bergomi fa quello che può ricordando semplicemente la realtà dei fatti: che l’Inter ha dominato.

Del Piero e Amauri, quello meglio di Ibrahimovic.

La Juventus ha vinto le sette partite di fila giocando si con intensità, ma con un costrutto semplicissimo che io chiamo schema “Kennet Andersonn“. Lo schema mazzoniano prevedeva lo spilungone svedese accoppiato a Roberto Baggio, ispirato allo schema TS, altrimenti detto Thomas Skhuravy. La punta alta si muove nello spazio, protegge palla, smista e libera l’Aguilera della situazione. Risultato? Molte punizioni, molte palle in mezzo, soprattutto sporche. Ma ieri Amauri è stato polverizzato dai nostri difensori, sontuosi in ogni direzione. Di Del Piero non parliamo. Il dato eclatante? Zero e ripeto ZERO punizioni concesse di fronte all’area di rigore.

Stankovic, il peggiore (a sentire un certo Bacci).

Per dire quanto conti la critica televisiva italiana, vi posso raccontare un fatto. All’intervallo classico zapping di canali, becco Bacci che parla dei migliori e dei peggiori, e in questa seconda lista, inspiegabilmente, figura Stankovic, autore di una prestazione maiuscola. Prima che mi faccia venire il dubbio che certa gente non guardi le partite perché ha altro da fare, concedo l’attenuante preventiva dell’ubriachezza molesta. Strepitoso Deki! Riportato al ruolo più congeniale intasa la trequarti bianconera con una qualità e un’intensità rare, strappando palloni in tackle e proponendo lanci illuminanti (sua la meravigliosa apertura per il secondo tentativo di Ibra).

ze mario

Quelli che hanno parlato e credevano di essere più forti
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Meriterebbe un capitolo a parte la questione della prepotenza juventina, manifestata in tutte le salse questa settimana. C’era gente che considerava Amauri migliore di Ibra e l’Inter come un Ibra più altri 10, dunque con una squadra nel complesso più debole del solo rinnegato brasiliano. Si sarà reso conto, lo scarto del calcio argentino, cosa vuol dire giocare contro una Inter al completo? Spero di si, perché molti facevano riferimento a Inter-Juventus dello scorso anno, meritatamente vinta dai bianconeri, nonostante il grosso furto dell’argentino rinnegato di cui sopra. Ebbene, inutile ricordare che anche quella volta non eravamo al completo. Ieri, con un centrocampo in forma li abbiamo massacrati: sul piano del gioco, della qualità, della forza atletica e della voglia di vincere.

Rombando si impara.

Qualche parola la merita Zè Mario, che ha messo in campo la squadra perfetta. Devo dire la verità: non volevo vedere Adriano titolare, ma per le solite questioni disciplinari, poi è chiaro che dagli allenamenti si capisce qualcosa. E allora Adriano in campo! La sua prestazione? Ha giocato come gli ha chiesto Mourinho, sfondare il reparto centrale della Juventus, continuando a pressare e tuffarsi in avanti per le incursioni di Muntari e Stankovic. Un po’ di turnover poi ci voleva, adesso abbiamo la coppa. Però la sensazione è che la squadra si esprima meglio con un centrocampo a rombo, con le fasce presidiate e con Ibra in appoggio. Maicon e Maxwell scendono di meno, ma la squadra è nettamente più equilibrata e tende a sfruttare una percentuale più alta di qualità personali.

inter vincente

I migliori

Nell’Inter giocano tutti mediamente bene, ma si segnalano Samuel e Materazzi, che commettono solo due ingenuità, beccandosi un’ammonizione a metà campo. Annullano gli avversari e intervengono in costante anticipo, aiutati benissimo dalle chiusure di Cambiasso e dalle diagonali di Maxwell e Maicon. Benissimo, ovviamente, il Cuchu e Stankovic. Zanetti ha lavorato molto per spegnere  le velleità offensive di Nedved, soffocandolo ogni volta che prendeva palla e provava ad accentrarsi. Muntari segna nel momento in cui cominciava a perdere lucidità, ma anche lui alla fine ha giocato bene, rendendosi pericoloso nelle incursioni centrali. Ibrahimovic, croce e delizia: sbaglia due gol che forse segnava persino Yah-Queen-Tah, l’attaccando italo-thailandese della Giuve, ma svaria su tutto il fronte d’attacco, attirando a sè un nugolo di uomini che nemmeno alla prima di un film di Tinto Brass. Adriano gioca di potenza e non demerita, fa salire sempre la squadra e cerca il dialogo. Se ritrova il piede e la voglia di ossigenarsi col sangue…

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RUM & COCCOINA

novembre 21st, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Giocatori, Manipolazione Intellettuale | di Miss Green

adrianoAdriano – che dire? Quando non c’è niente di cui parlare, si parla di Adriano. Poco importa se a distanza di poche ore si esce con due servizi praticamente identici nel contenuto, ma tanto diversi nel titolo. Peccato che oramai i tifosi dell’Inter abbiano perso la pazienza con Adriano e che la minaccia psicologica del suo addio faccia presa come la “Coccoina”. Mi dispiace, no more lacrimuccia.

scommesse
Scommesse – lo sanno anche i bambini, caricare l’Inter serve sempre. Gufi. Ma Mou lo avrà già capito e spero abbia chiuso i ragazzi in una camera buia e insonorizzata fino al momento della partita. Non devono sentire, vedere, respirare notizie. Solo concentrarsi sulla giuve e basta. Cazzuti.

stadioemme
Bleah – non ho resistito e ho visto le pseudo-immagini dello “stadio del futuro”. È orripilante, ma che dico orripilante, vomitevole. Cosa se ne fanno poi di 84 sky box? Lo stadio non ha ancora un nome, propongo un nome orecchiabile che possa essere scritto tutt’intorno allo stadio con i sedili guidorossi – scudettidicartone – tronchettiprovera – intercettazioni – blablabla – Stadium. E chi più ne ha, più ne metta.

Un consiglio – non vi recate a Lisbona questo fine settimana, ci sarà la simulazione di un terremoto per tutto il uic end.
Dati del simulatore:
Edifici crollati -10
Edifici con danni severi –995
Incidenti alla rete del gas –130
Strade coinvolte –395 (13%)
Morti –525
Feriti gravi –587
Feriti trasportati in ospedale –707
Feriti leggeri –405
Sfollati –9972
So che non ve ne frega niente, ma in tutto questo macello rischio SERIAMENTE di non vedere la partita

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Verso Inter-Juventus, con 148 milioni di perdite

novembre 20th, 2008 | Commenti disabilitati | Posted in Discussioni, Nazionali, Società | di ex-collaboratori

soldi freschiL’articolo pubblicato da Repubblica rivela la situazione finanziaria dell’Inter al 30 giugno 2008. Un passivo di 148 milioni, che fa ammontare a 500 milioni il passivo complessivo degli ultimi 4 anni. Un esercizio di bilancio allegro, ma in linea col resto del mondo.

Cosa pesa maggiormente in questa voce? Non ho a disposizione il foglio, ma posso ben immaginare. La voce ingaggi non è coperta dalla voce ricavi. Vincere ci costa: i premi sono aumentati di una ventina di milioni. Tutto qui. In Inghilterra, se vogliamo, la situazione è peggiore, perché come ha ricordato Mourinho, lo spettacolo è di tutt’altra fattura e solo dal merchandising le società inglesi ricavano quasi il triplo delle società italiane. In una realtà macro-economica tutto sommato speculare.

Il problema maggiore dell’Inter è la cattiva gestione. Dall’articolo di Repubblica si deduce che la situazione finanziaria è molto debole, tanto che sarebbero arrivate offerte di acquisto al presidente Moratti. Se fossi in lui io venderei, specie se arrivasse un compratore solido, quale può essere un fondo sovrano o un ricco investitore mediorientale. Non dimentichiamo peraltro l’inchiesta sulla Saras che grava come una spada di Damocle sulle future scelte del presidente. Il problema è che lui è tifoso quanto noi, tanto da non dormire per una settimana prima di una partita come questa.

La soluzione per ripianare le perdite è come al solito devoluta all’immaginazione. In Italia più che altrove. L’idea di fare lo stadio di proprietà, con costi sostenuti dagli sponsor e dalle banche, rientra alla perfezione in questa logica. Lo stadio oltre a fornire introiti dagli eventi e servizi collaterali, costituisce un importante valore patrimoniale, che aumenta il valore complessivo della società.

Per quanto riguarda la partita, per le notizie tecniche, è meglio aspettare domani. Stanotte arriveranno i brasiliani, reduci da una entusiasmante goleada contro il Portogallo. Maicon e Adriano hanno segnato, mentre Julio Cesar non ha colpe sui gol subiti. La buona notizia è che non abbiamo infortunati. L’unico vero dubbio per sabato riguarda la sostituzione di Cordoba e un possibile impiego di Stankovic fin dal primo minuto. E’ sicuro, tuttavia, che Ranieri soffre della sindrome di Prodi: gli scudetti del Chelsea di Mourinho sono merito suo. Esattamente come il piano rifiuti bocciato da Pecoraro A-scanio.

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