Tuttosport è un giornale sportivo?

RuttosporcLa domanda non è retorica, sono seriamente convinto che per capire cosa scriva qualcuno (e soprattutto quale sia il messaggio che vuole mandare a chi legge) sia importante capire chi c’è “dall’altra parte”. Nel caso di titoli come “cacciatelo” (destinatario Donadoni agli europei), “sono 15” (riferito agli scudetti dell’inter), o l’ultima campagna anti-settantenne, i “concetti” infatti sono chiarissimi, molto meno semplice è capire se chi scrive sia un giornalista, un tifoso preso a caso dal bar, o un mero messaggero “conto terzi”.

Certo è annosa la questione su cosa sia il giornalismo, e non voglio addentrarmi in campi che non mi competono del tutto, in quanto mero lettore appassionato della materia e non giornalista tout court. Mi limito a pensare che se l’equilibrio tra “notizie” ed “opinioni” presentate sta alla discrezionalità dei singoli individui, almeno dovrebbe essere chiara la distinzione tra queste categorie di articoli, per onestà verso il lettore. E quindi se si scrive “Ranieri: è Crisi”, dovrebbe esserci un qualche riscontro oggettivo.

Altrimenti sarebbe più corretto utilizzare un editoriale.

Intendiamoci, il vizio dei titoli che di “notizia” non hanno nulla affiora di tanto in tanto anche sulla Gazzetta e sul Corriere dello sport, un esempio su tutti quel “Milan, così si fà” che ancora ci fa scompisciare, ed è una nefasta influenza dei “videowall” delle trasmissioni sportive televisive, non tutte ma di sicuro quelle che si basano sul modello della caciara. Ciò che però stupisce nel caso di Tuttosport è la reiterazione continua, e soprattutto la targetizzazione: per due anni si prende come obiettivo l’Inter, per “vendetta” su Calciopoli? Bene, per due anni è vietato parlare in positivo di qualsiasi cosa riguardi l’Inter, titoli su titoli contro l’Inter, cambiano i direttori ma la linea resta immutata.

Da metà dell’anno scorso anche il settantenne è diventato un bersaglio, e se ne vedono i risultati. Certo, ingigantiti dal patetismo di cui si ama circondare Cobolli Gigli, che paragona questo periodo alla retrocessione…

A questo punto, visto che questi Soloni dell’informazione NON rappresentano la maggioranza dei tifosi giuventini (o almeno nessuno di quelli che conosco io), ma al massimo la maggioranza di quei lettori che commentano da semianalfabeti o scrivono le letterine alla redazione, provo ad immaginare quale “voce” rappresentino, e per esclusione direi che sono espressione di una parte importante della società: quella che è sopravvissuta a calciopoli, che ancora si consulta con Moggi sul mercato, quella che non ha proposto Ranieri e lo ha subito.

In questo senso Tuttosport NON è un giornale sportivo, perchè è qualcosa di più simile alla “velina rossa” Dalemiana, per chi segue la politica. Un house-organ in chiave minore, direi un “room-organ”.

Ammetto che in quarta superiore, all’epoca di Euro 2000 se non sbaglio, d’estate saltuariamente ho comprato il suddetto giornale, attratto (ero piccino e internet non era onnipresente come ora) dai titoloni sul mercato che ci abbinavano a chiunque. Constatando ben presto che di “notizie” ce ne erano ben poche, non ho più comprato nè sfogliato quel foglio di carta dagli abbinamenti cromatici se non altro insoliti, riscoprendolo grazie a Calciopoli. Però come giornale satirico preferisco tuttora “EMME”, nonostante i colori.

PS: a livello di giuve tuttavia qualcosa è cambiato, rispetto a quando il caso-Davids veniva gestito con modalità para-mafiose, dall’intimidazione alla terra bruciata intorno sulla squalifica per doping, se guardo oggi come si autosputtanano da soli. E gli sta benissimo.

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