|
|
scritto da ex-collaboratori il 22 settembre 2008 alle 10:49
Julio Cesar 7 – Vede per la prima volta il pallone al 25° della ripresa, ma nell’ultimo quarto d’ora la squadra smette di controllare e deve respingere gli assalti di Abbruscato e soci.
Maicon 7+ – Non c’è solo il bolide sotto la traversa che chiude una magnifica azione, ma un costante apporto sulla fascia, con la solita grinta e tecnica. Insostituibile.
Chivu 6+ – E’ al rientro dopo tanto tempo e si vede, ma nelle chiusure è puntuale. Non spinge adeguatamente come dovrebbe essendo fuori ruolo.
Materazzi 6+ – Domina sulle palle alte, lotta con ardore nel finale, lasciando un po’ troppo spazio agli arrembaggi di Bianchi e Abbruscato.
Burdisso 6+ – Come Materazzi. Fino a che la squadra controlla non commette sbavature.
Vieira 6.5 – Quando difendiamo e Cambiasso stringe sulla fascia è lui che deve coprire al centro. Lo fa e dominiamo nettamente, aggiungendo peso e qualità.
Cambiasso 6.5 – Da mediano è probabilmente sprecato, in quanto lascia una fase offensiva al collega Zanetti, certo meno dotato. Ma fa il suo e di più aggredendo e ripartendo subito.
Zanetti 6+ – Non è al top e si vede, ma fa il lavoro sporco. La posizione lo chiama a interpretare un ruolo di riproposizione che non è nelle sue corde.
Mancini 7 – Svaria su tutto il fronte d’attacco fornendo dribbling, assist e velocità. Ha un’intesa naturale con la squadra e molto entusiasmo.
Ibrahimovic 7.5 - Protagonista come sempre: segna il terzo gol, fa partire l’azione del secondo con un aggancio al volo, presenza fissa che incute timore.
Adriano 7.5 – Non ha segnato, ma forse è il migliore in campo. Ci mette impegno, forza e qualità. E’ sempre nel vivo del gioco, gira intorno a Ibra coprendo bene in ogni settore e aprendo il gioco con naturalezza.
Quaresma 5.5 – Entra sul 3-0 quando la squadra decide di rilassarsi, ma non fa molto per farsi apprezzare. Perde palloni e gioca in modo approssimativo.
Balotelli 5.5 – L’inesperienza lo porta a perdere palloni in inutili giocate personali, quando sarebbe meglio controllare il gioco e tenere palla.
Cruz s.v. – Entra per pochi minuti, fa rifiatare Ibra e rialza il baricentro della squadra.
Mourinho 7 – Stavolta i cambi gli danno un po’ torto, ma sul 3-0 ci può stare. L’idea di mettere Adriano è ottima e la squadra mantiene corte le distanze, ripartendo in modo pazzesco con azioni da manuale. Comincia a vedersi la sua impronta.
Commenti (590)
scritto da Fonz77 il 21 settembre 2008 alle 16:50
Torino – Inter ci restituisce solo impressioni positive. Anche se è vero che il divario tecnico tra le due squadre è impressionante, il Toro è sceso in campo con una disposizione solida concedendo pochissimi spazi, pressando alto e raddoppiando sempre le marcature. Tanto vale che ci abituiamo perché saranno in tanti a giocare in questo modo contro di noi. Se riusciranno a farlo bene come il Torino che si è visto nella prima parte della partita di oggi è tutto da vedere, onore al merito alla squadra granata per questo. Questo per quanto riguarda i nostri avversari, veniamo a noi.
Possiamo sezionare la partita in tre parti usando come linee di demarcazione il goal di Amantino e i cambi di Adriano e dello stesso Amantino. Cominciamo dall’inizio. A un Toro solido si è opposta un’Inter G-R-A-N-I-T-I-C-A. Non sarà stato calcio spettacolo, ma non passava una foglia. Non ci sono state distrazioni, la squadra era corta e Julio Cesar ha lasciato un biglietto in porta con la scritta “Sono in bagno, torno subito”. Un’Inter forse più chiusa rispetto a quella vista ad Atene, ma del resto il Campionato non è la Champions. A quanto pare i giornalisti (quelli del “not so special one”) non si sono accorti del fatto che Mourinho è perfettamente consapevole di come funzionano le cose nel campionato Italiano e ha reagito di conseguenza. Ci vorrà ancora un po’ di tempo per vedere il gioco che ha in mente, come ha detto lui stesso. Nel frattempo José ci presenta una squadra compatta e spietata, attenta a non rischiare in difesa e pronta a sfruttare il valore dei suoi campioni alla prima occasione. Dopo il goal di Amantino, con complicità la deviazione di Pisano mi figuravo già le parole che si sarebbero spese sulla fortuna dell’Inter che vince grazie alle autoreti. Su Mediaset Premium avevano già cominciato, ma dopo solo tre minuti il Colosso gli ha tappato la bocca definitivamente.
Da quel momento in poi si è vista un’altra partita. Squadra sempre corta, ma più rapida e più disposta ad osare nelle ripartenze. Grandissimo lavoro di Amantino e soprattutto di Adriano nel ritornare a coprire in difesa, con il solo Ibra a rimanere oltre la linea di metà campo. Una nota su Adriano: penso sia ancora presto per dire che è ritrovato, molto spesso i suoi movimenti tra gli avversari sono stati un po’ lenti e goffi, ma ha corso per tutto il campo, tornando a coprire e rincorrendo ogni pallone. La volontà c’è e visto il personaggio scusate se è poco. Devastante l’azione del goal di Ibra: con tre passaggi Maicon (sarà difficile trovare un modo per farlo rifiatare ogni tanto) e Amantino lo hanno messo davanti al portiere. Doverose le sostituzioni perché sia Amantino che Adriano avevano speso tantissimo ed erano visibilmente in debito di ossigeno. Dopo di esse c’è stato il calo di tensione, peraltro di breve durata, che ha portato al goal del Toro. Balou e Quaresma non tornavano adeguatamente a coprire e i giocatori si potevano presentare davanti a Maicon e Chivu (buono al rientro) fino a quel momento indisturbati. Errore rimediato subito da Mario, ma non da Quaresma che infatti ha raccolto i rimproveri di Mourinho, è presto per preoccuparsi, ma José dovrà lavorare molto sul suo pupillo. Questo è forse l’unico sassolino di una giornata perfetta, che ci ha mostrato un’Inter molto concreta ed efficace.
Commenti (238)
scritto da Mr Sarasa il 21 settembre 2008 alle 10:49
Partita non semplice, ma siamo l’Inter.
Registriamo il nuovo tentativo di innervosire l’ambiente, dopo averci provato con Balotelli, ora per la stampa quello che deve sempre giocare, da titolare, è Adriano.
Fortunatamente il Mou sa come affrontare queste sciocchezze, Kleenex Man starebbe già sudando.
Probabili formazioni:
Torino: Sereni; Diana, Di Loreto, Pratali, Pisano; Zanetti, Corini, Saumel; Rosina, Amoruso; Bianchi.
Inter: J,Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Chivu; Vieira, Cambiasso, J.Zanetti; Quaresma, Mancini; Ibrahimovic.
Penso sarà interessante verificare soprattutto due cose:
Le condizioni atletiche di Chivu, al rientro dopo lo stop per l’infortunio alla spalla, e come il centrocampo se la caverà senza Muntari (le cui vicende meritano un approfondimento a parte), anche in vista delle prossime sfide.
In ogni caso, come scritto ad inizio post, siamo l’Inter, quindi rispetto per il Toro, la metà sana di quella città, ma giocando da Inter dovremmo mantenere le giuste distanze dai robanisti, degli altri non parliamo in attesa di piacevoli notizie dall’etere…
Commenti (86)
scritto da Bauscia Cafè il 20 settembre 2008 alle 19:04
“È vero. L’inter nasce da una costola del Milan: infatti non abbiamo mai rinnegato le nostre umili origini“.
Vogliamo cominciare così, citando e ricordando il nostro nume tutelare, il Bauscia per antonomasia, l’Avvocato Prisco (con la A maiuscola per noi c’è solo lui).
Ci siamo incontrati su bauscia.splinder, ritrovo per tutti gli Interisti che non fossero disposti a mangiare la torta confezionata dalla stampa sportiva italiana. Si è creata da subito la giusta atmosfera. I post erano ben scritti e documentati e non c’è bisogno che qui si rinnovi la stima per gli scrittori, perché loro sanno di averla. Non che fossimo sempre d’accordo, ovviamente: noi non seguiamo una linea editoriale o ordini di scuderia. In fondo era questa la parte migliore. Il confronto aperto e spesso anche acceso sui più diversi argomenti. Abbiamo discusso, litigato, ci siamo azzuffati su tutto: politica, religione, automobili e figa… ma una cosa ci metteva tutti d’accordo.
C’è solo l’Inter.
Non dobbiamo spiegazioni a nessuno e qui non ne daremo sul perchè quell’esperienza sia finita, ma ci lascia la consapevolezza e l’orgoglio di essere quello che siamo. Bauscia. Che non nasce nel maggio del 2007, ma il 9 marzo del 1908. C’era prima e ci sarà dopo. Per adesso c’è ed è qui e continuerà ad essere un luogo di ritrovo per tutti coloro che al di là di tutto il resto sanno una cosa.
C’è solo l’Inter.
La Redazione di Bauscia Cafè.
Commenti (24)
|
|
Commenti recenti