Un dopo derby da digerire in fretta

Il derby di ieri, ammettiamolo, è stato come un fulmine a ciel sereno. Per anni abbiamo mantenuto l’imbattibilità protraendola per mesi, fino ad arrivare a sconfitte molto casuali o del tutto prive di conseguenze sul piano della classifica. Anche questa in qualche modo lo è, ma è bene ammettere che getta una luce diversa sui precedenti risultati. Abbiamo giocato molto male e abbiamo perso meritatamente, al di là della partita giocata dal Milan.

Vediamo di analizzare in breve quanto successo: in primo luogo la squadra era molto lenta, e volontariamente decideva di non ripartire, accontentandosi di giostrare il pallone nella propria metà campo. Un atteggiamento che ha consentito al Milan di giocare in palleggio e portare a spasso le nostre tre punte, troppo isolate dal fulcro del gioco.

La difesa a tratti ha giocato bene, concesso poco, ma è stata disattenta in occasione del gol e Julio Cesar, come sempre, ha dovuto fare uno o due interventi decisivi. Il centrocampo invece ha funzionato fino a che non si è trovato in inferiorità numerica, col solo Cambiasso davvero combattivo, mentre Vieira, dopo un eccellente inizio, si è perso alla distanza. Vorrei evitare di spendere parole dure per l’attacco, in quanto non ha goduto di palloni veramente giocabili ed è sembrato preda del grosso equivoco determinato dalla posizione di Ibrahimovic, un cavallo pazzo che è bene affiancare a un puntero centrale.

L’aspetto maggiormente negativo è nella mancanza di manovra, di raddoppi sulle fasce, con alcuni uomini deputati a fare cose non proprio naturali. Cambiasso non gioca davanti alla difesa da secoli, in nazionale fa coppia con Mascherano ed è un giocatore notevole nel buttarsi in mezzo durante gli attacchi. Quaresma e Mancini tendono a stancarsi troppo in copertura, rimanendo staccati da Ibrahimovic, in un gioco a fisarmonica che ha funzionato solo a tratti. In difesa è necessario rimettere Cordoba, che almeno garantisce una copertura in campo aperto. Infine, Cruz è l’inserimento in grado di offrire equilibrio. Sta a Mourinho retrocedere di un metro rispetto a un modulo che può funzionare con tutta la squadra al top. L’aspetto peggiore è aver giocato più lenti di una squadra lentissima, che se pressata adeguatamente tende a fare campanili e rinvii sballati. L’aspetto migliore è che peggio di così non si può giocare e siamo incredibilmente davanti ai nostri avversari. Ora avanti con la Champions.

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