Inter-Lecce, le pagelle

Julio Cesar 7 – Un tiro subito, una parata da campione: esattamente quello che si chiede al portiere di una grande squadra. Ci regala anche qualche brivido con un disimpegno all’altezza della bandierina del corner: il Lecce non fa spettacolo e allora, per gli spettatori di San Siro, si dà da fare lui. Partita numero 100 in nerazzurro.

Zanetti 600 – Siamo seri, come si fa a banalizzare con un voto una partita così? 5,5, 6, 6,5…cosa vuol dire? Parte da terzino destro come ai vecchi tempi, passa centrale di centrocampo, chiude da terzino sinistro. Non gioca la sua migliore partita e, come nelle ultime tre-quattro partite, perde addirittura un pallone. Forse il quinto nelle sue 600 partite con la maglia dell’Inter. Tutte affrontate con la stessa preparazione, la stessa determinazione, la stessa concentrazione. Tutte affrontate con lo stesso cuore. Grazie Pupi.

Cordoba 6 – Partita pulita, senza macchie: del resto giocare senza avversari non è poi così difficile. Va un po’ in difficoltà quando si ritrova a impostare il gioco sulla nostra trequarti offensiva…ma c’è da capirlo.

Burdisso 5,5 – Una disattenzione che poteva costar caro su Esposito nel primo tempo, qualche sbavatura, poi sparisce nel buco nero della nostra metà campo. Mostra ancora una volta di aver bisogno di un difensore che guidi la difesa per rendere al meglio.

Chivu 6 – Si lascia sfuggire Stendardo su un calcio d’angolo, poi in fase difensiva non si vede più. La fase offensiva non è il suo forte, o semplicemente non essendo ancora al 100% non si sente di affrontarla con costanza. Schierarlo a sinistra può essere una soluzione valida contro avversari di rango superiore, non in queste partite.

Vieira 6 – Alla quarta partita consecutiva da titolare non brilla come al solito: pochi inserimenti e la situazione ne richiedeva di più, ma la sua presenza in mezzo al campo la fa sentire sempre.

Cambiasso 7 – Meriterebbe anche di più per come guida il centrocampo soprattutto quando, nel secondo tempo, riesce con il Capitano a coprire una difesa composta ormai dai soli Cordoba e Burdisso. Si gioca il bonus non spingendosi in avanti nella prima parte di gara come la situazione imporrebbe.

Stankovic 5 – Al rientro dall’infortunio, Deki ancora non c’è. Si limita a giocare semplice -e questo è certamente un merito- ma per allargare le maglie del Lecce ci sarebbe stato un enorme bisogno delle sue aperture.

Mancini 6 – Guadagna la sufficienza per quell’aura di pericolosità che sembra avere intorno ogni volta che tocca la palla. Però si incaponisce troppo nell’uno contro tutti e, anche da destra, cerca sempre un dribbling di troppo prima di crossare. Velo pietoso sui calci d’angolo.

Adriano 5,5 – Piccolo passo indietro. Preoccupato di seguire i dettami di Mourinho, spesso resta troppo indietro e non fa sentire praticamente mai la sua presenza nell’area leccese. Nel primo tempo sbaglia un gol fatto.

Ibrahimovic 6,5 – Fin da subito si impegna per mettere il marchio sulla partita. Movimento costante, assenza di punti di riferimento, fisicità devastante. Stampa una punizione sulla traversa talmente forte che ride lui stesso. Poi il delizioso assist a Cruz.

Maicon 6,5 – La fascia di campo sotto la tribuna stampa per un po’ ha sperato in una sera di relax. Poi è arrivato il Colosso e ha subito iniziato a suonare la sua musica: nel secondo tempo abbiamo giocato solo dalla sua parte. La fascia di campo opposta sentitamente ringrazia.

Quaresma 5,5 – Meglio rispetto a domenica scorsa. Sembra cercare di più l’intesa con Maicon e giocare più semplice rispetto al solito. Il meccanismo, forse, si sta oliando. Mette una trivela fra Ibra e Adriano, a momenti fa gol lui.

Cruz 7,5 – Certezza granitica scolpita nella roccia. La sapienza tattica incarnata. Dopo il vantaggio si trasforma in vertice alto di un rombo di centrocampo e si permette il lusso di dare indicazioni a Cambiasso. Immenso.

Mourinho 8 – No, ok, non è stata una grande Inter. Non abbiamo giocato da squadra e non abbiamo trovato un metodo per aggirare il catenaccio del Lecce. L’idea delle 5 punte è geniale ma sa anche un po’ di “viva il parroco”. La partita del Mou è indubbiamente da 6, di stima. Ma non vogliamo darli due punti in più in pagella a chi si prende il lusso di giocare 100 partite consecutive in casa senza mai perdere? Cento, avete letto bene. 86 vittorie e 14 pareggi. Due punti in più ci stanno, su…

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About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.